La stagione delle garanzie pubbliche aperta negli anni dell’emergenza ha lasciato in eredità al sistema bancario un tema destinato ad assumere crescente rilevanza: la gestione dei finanziamenti garantiti da MCC e SACE quando l’impresa entra in una situazione di difficoltà.
Il problema non riguarda soltanto l’eventuale escussione della garanzia. Si pone molto prima, quando il credito è ancora classificato come UTP e banca, servicer e impresa devono decidere se accompagnare un percorso di risanamento oppure preparare il recupero.
In presenza di una garanzia pubblica, infatti, la gestione della posizione richiede una valutazione ulteriore rispetto a quella normalmente compiuta su un credito deteriorato. Moratorie, riscadenziamenti, modifiche del piano di ammortamento, nuova finanza, accordi transattivi o interventi sul debito devono essere esaminati anche alla luce dei loro possibili effetti sulla garanzia.
La gestione dell’UTP diventa così una gestione a più livelli. Da un lato occorre valutare l’impresa: capacità di generare cassa, sostenibilità dell’indebitamento, prospettive industriali e convenienza del risanamento rispetto allo scenario liquidatorio. Dall’altro è necessario verificare la posizione del creditore garantito, ricostruendo condizioni della copertura pubblica, adempimenti richiesti e conseguenze delle modifiche apportate al rapporto originario.
La questione diventa particolarmente rilevante quando l’impresa accede agli strumenti previsti dal Codice della crisi. La composizione negoziata, gli accordi di ristrutturazione e gli altri strumenti di regolazione della crisi possono richiedere al creditore di assumere decisioni significative: concedere una moratoria, modificare le scadenze, accettare un trattamento parziale del credito oppure partecipare a operazioni nelle quali interviene nuova finanza.
In questi casi non è sufficiente chiedersi quanto sia conveniente la proposta formulata dal debitore. Occorre verificare anche quale impatto quella proposta possa produrre sulla posizione assistita da MCC o SACE.
È proprio in questa fase che la gestione delle garanzie pubbliche incontra quella degli UTP. Per il creditore diventa essenziale confrontare almeno due scenari. Il primo è quello del risanamento, nel quale il valore deriva dalla capacità dell’impresa di tornare a servire il debito. Il secondo è quello dell’insuccesso del percorso, nel quale assumono rilievo il recupero nei confronti del debitore e l’attivazione della garanzia.
La scelta tra i due scenari non dovrebbe essere automatica. La presenza della garanzia pubblica non può trasformarsi in un incentivo ad anticipare il default di un’impresa che presenta concrete possibilità di risanamento. Allo stesso tempo, l’obiettivo di preservare la continuità aziendale non può portare a modificare il rapporto senza considerare le condizioni necessarie per mantenere efficace la copertura.
Serve quindi una gestione coordinata. Banche e servicer devono poter conoscere, prima di assumere una decisione sulla ristrutturazione, non soltanto il valore atteso del recupero ma anche gli effetti che quella decisione può determinare sulla garanzia. Analogamente, quando il risanamento non appare più ragionevolmente perseguibile, diventa fondamentale presidiare correttamente il passaggio dalla gestione dell’UTP alla fase di recupero e di eventuale escussione.
È in questo spazio che sta emergendo una nuova area di specializzazione anche per gli studi legali. Il ruolo del professionista non consiste semplicemente nell’intervenire quando occorre avviare un’azione giudiziale. Significa assistere banca e servicer nella valutazione giuridica delle alternative, verificare la compatibilità delle operazioni di ristrutturazione con la disciplina della garanzia e accompagnare la posizione nelle diverse fasi della crisi.
La gestione dei crediti garantiti da MCC e SACE mostra così una delle trasformazioni più interessanti del mercato UTP: recupero del credito, ristrutturazione dell’impresa e tutela della garanzia pubblica non possono più essere considerati compartimenti separati.
La capacità di governare contemporaneamente questi tre profili sarà sempre più determinante per preservare il valore delle posizioni e scegliere, caso per caso, quando sostenere il risanamento e quando invece procedere al recupero.
Marco Pescatore – Lexant



