Abi, prestiti in sofferenza: edilizia e abbigliamento i comparti più in difficoltà

Le sofferenze, sulla base degli ultimi dati disponibili di giugno 2023, rappresentano circa il 40% del totale dei crediti deteriorati. Il 56% invece sono inadempienze probabili e il 4% prestiti scaduti

0
67

L’ABI scatta una fotografia del grado di rischiosità dei prestiti nei vari settori economici. Il quadro emerge dai dati sui prestiti in sofferenza, da poco pubblicati dalla Banca d’Italia. A settembre 2023 il rapporto tra sofferenze al lordo delle svalutazioni e impieghi alle imprese è il 3,10%, valore di poco superiore al 3,06% di settembre 2022.

Il settore economico con il valore più elevato del rapporto sofferenze lorde su impieghi è quello delle costruzioni, con il 6,82%, ma in diminuzione rispetto al dato di settembre 2022, quando era il 7,31%. A seguire, il comparto delle industrie tessili e dell’abbigliamento (4,55%), le attività immobiliari (4,30%), l’industria del legno e dell’arredamento (4,28%), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (3,74%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli (3,55%).

Il grado di rischiosità più contenuto è relativo ai comparti della raffinazione del petrolio, dei prodotti chimici e farmaceutici (0,69%), alle attività professionali, scientifiche e tecniche (1,18%), alla fornitura di energia elettrica e gas (1,31%), alla fabbricazione di autoveicoli e altri mezzi di trasporto (1,52%), alla fabbricazione macchinari e apparecchiature meccaniche (1,66%), ai servizi di informazione e comunicazione (1,71%).

Le sofferenze costituiscono il 40% dei crediti deteriorati

Dei 25 comparti presenti nelle statistiche della Banca d’Italia, sono 17 quelli che tra settembre 2022 e settembre 2023 presentano un aumento dell’indice di rischiosità. L’aumento più elevato è relativo alle industrie tessili e dell’abbigliamento con un rapporto tra sofferenze e impieghi che passa dal 3,53% al 4,55%. Tra gli 8 comparti che presentano una riduzione dell’indicatore, la diminuzione più significativa è relativa al comparto dell’estrazione dei minerali, che passa dal 3,65% di settembre 2022 a 2,20% di settembre 2023.

Le sofferenze, sulla base degli ultimi dati disponibili relativi a giugno 2023, rappresentano circa il 40% del totale dei crediti deteriorati, 56% sono inadempienze probabili e 4% prestiti scaduti. La disponibilità della voce sofferenze articolata per comparti di attività economica contribuisce a cogliere tempestivamente e con un elevato livello di dettaglio l’evoluzione del rischio di credito.

Fonte: ufficio stampa Abi