Artigianato in Italia: 2025 stabile, ma perdute 128mila imprese in 10 anni

CNA: tenuta delle attività artigiane nonostante crisi e differenze territoriali

0
32
small-business

Secondo i dati Unioncamere/Movimprese, lo stock di imprese artigiane in Italia chiude il 2025 a oltre 1,23 milioni, con un saldo positivo di 187 unità tra iscrizioni e chiusure, al netto delle cessazioni d’ufficio, confermando la tenuta registrata negli ultimi anni. Sul lungo periodo, però, il settore ha perso 128mila attività in dieci anni.

La flessione delle chiusure, scese a una media annua di poco più di 79mila contro le oltre 105mila tra il 2009 e il 2020, indica una maggiore solidità delle imprese artigiane, capaci di adattarsi alle crisi globali e ai cicli congiunturali negativi.

A livello territoriale, lo stock rimane stabile nel Nord Ovest, cresce nel Mezzogiorno (+0,1%) e nel Nord Est (+0,2%), ma diminuisce nell’Italia Centrale (-0,3%), con variazioni regionali significative: nel Nord Est tutte le regioni registrano incrementi, tra cui il +1,5% del Trentino-Alto Adige, mentre nel Centro Toscana, Umbria e Marche mostrano decrementi tra -0,5% e -0,7%.

Dario Costantini, Presidente della CNA, commenta: «La tenuta dell’artigianato conferma la grande capacità della piccola impresa di adattarsi ai cicli negativi e alle profonde trasformazioni dei mercati, ma evidenzia anche la necessità di modernizzare la legge quadro sull’artigianato che risale al 1985. La delega al Governo per la riforma contenuta nella legge annuale sulle Pmi rappresenta una grande opportunità per ridare slancio a un comparto essenziale per il Made in Italy»

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/