Il sistema bancario europeo è stato storicamente il principale canale di finanziamento dell’economia reale, ma l’evoluzione dei mercati dei capitali richiederà un cambiamento di ruolo per gli intermediari. È questa la posizione espressa da Andrea Pignataro, fondatore del gruppo Ion, intervenuto a Roma al Future Investment Initiative Institute.
Pignataro – riferisce Radiocor – ha indicato come le banche debbano progressivamente assumere una funzione di “facilitatori”, capaci di mettere in relazione capitale privato, investitori istituzionali e fabbisogni delle imprese. “Le banche dovranno essere un motore di abbinamento tra capitale privato, capitale istituzionale e le esigenze delle imprese”, ha affermato.
Secondo l’imprenditore, che in Italia ha investito attraverso il proprio gruppo in realtà come Cerved, Cedacri e Prelios, uno dei nodi strutturali del mercato europeo del credito riguarda la gestione dell’informazione.
In un sistema tradizionalmente bancocentrico, i dati sui finanziamenti tendono a rimanere confinati all’interno degli intermediari, limitando lo sviluppo di mercati dei capitali più profondi. “L’Europa è stata finanziata principalmente dalle banche e il problema del finanziamento bancario è che le informazioni rimangono private: se non si dispone delle informazioni, non si possono davvero sviluppare mercati dei capitali profondi”, ha osservato Pignataro.
In questa prospettiva, la crescita dimensionale degli investimenti dovrebbe favorire un maggiore ricorso alla sindacazione dei prestiti, con un effetto di redistribuzione delle informazioni e un potenziale ampliamento della base di investitori.
Il processo, nelle sue parole, contribuirebbe ad attrarre nuovo capitale verso il sistema produttivo, ma richiederebbe anche un adeguamento culturale da parte delle imprese. “C’è un problema di struttura di mercato perché occorre educare le imprese a confrontarsi con gli investitori, che è diverso dal confrontarsi con una banca di relazione”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di intermediari in grado di operare come piattaforme di connessione tra domanda e offerta di capitale.
In questa evoluzione, il credito privato e la sindacazione bancaria vengono indicati come leve centrali per lo sviluppo del mercato europeo, in un contesto in cui la tradizionale intermediazione bancaria non risulta più sufficiente a sostenere la crescita degli investimenti di maggiore dimensione.
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