Morningstar DBRS ha rivisto da stabile a negativo l’outlook sul rating di lungo termine in valuta estera e locale del Belgio, confermando il giudizio AA. Confermati anche i rating di breve termine R-1 (alto), mentre l’outlook è stato abbassato anche per questi ultimi.
La decisione riflette il deterioramento delle prospettive di finanza pubblica del Paese. Nonostante le misure di consolidamento fiscale introdotte dal governo e le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro, Morningstar DBRS ritiene che il Belgio continuerà a registrare uno dei disavanzi di bilancio più elevati dell’area euro nel periodo di previsione.
Secondo le stime della Banca Nazionale del Belgio (NBB), il deficit pubblico dovrebbe aumentare dal 5,2% del Pil nel 2025 al 5,7% nel 2028. Parallelamente, il rapporto tra debito pubblico e Pil è previsto in crescita dal 108% a quasi il 115% nello stesso arco temporale.
A incidere sulle prospettive fiscali sono l’aumento della spesa per la difesa, la crescita degli oneri per interessi e le maggiori uscite legate all’invecchiamento della popolazione. Secondo l’agenzia di rating, per stabilizzare il rapporto debito/Pil sarebbe necessario un intervento di consolidamento fiscale più incisivo rispetto alle misure oggi previste, uno scenario considerato poco probabile nel breve periodo alla luce dei vincoli politici e istituzionali del Paese.
A pesare sul quadro economico contribuisce anche l’aumento dei prezzi dell’energia collegato al conflitto in Medio Oriente. La Banca Nazionale del Belgio prevede per il 2026 una crescita del Pil reale pari allo 0,6%.
Nonostante il peggioramento dell’outlook, Morningstar DBRS evidenzia che il rating del Belgio continua a essere sostenuto da un’economia produttiva e diversificata, da una solida posizione patrimoniale netta verso l’estero e da un’elevata qualità delle istituzioni. Restano tuttavia elementi di debolezza gli elevati livelli di deficit e debito pubblico, oltre alla persistente frammentazione politica tra componenti linguistiche, regionali e partitiche.
L’agenzia avverte che il rating potrebbe essere declassato qualora le prospettive fiscali non migliorassero in misura significativa rispetto alle attuali previsioni. Al contrario, l’outlook potrebbe tornare stabile con l’adozione di ulteriori misure di consolidamento fiscale capaci di rafforzare il quadro di finanza pubblica nel medio termine. Un eventuale miglioramento del rating richiederebbe invece una riduzione strutturale del rapporto tra debito pubblico e Pil.
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