martedì, Marzo 31, 2026
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Bff Bank: Bankitalia nomina commissari e il titolo crolla in Borsa

Secondo un’ispezione di Bankitalia possibili crediti deteriorati per complessivi 1,3 miliardi. Il nuovo ad Sica cerca di rassicurare gli analisti: possibili soluzioni”più semplici” di una ricapitalizzazione

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All’indomani del commissariamento deciso da Banca d’Italia, Bff Bank è crollata in Borsa. Ieri l’istituto, quotato su Euronext Milan e attivo nel factoring e nei servizi finanziari specializzati per la pubblica amministrazione, ha dimezzato il valore di Borsa. Il titolo – ha segnalato Repubblica – ha chiuso la seduta a -54,9%, portando la capitalizzazione a 270 milioni di euro. Erano oltre 2 miliardi fino a due anni fa. Il mercato ha punito anche i bond AT1 convertibili, scesi di 16 centesimi a quota 78.

La debacle borsistica è stata la diretta conseguenza della decisione di Via Nazionale, comunicata a fine settimana, di nominare il giurista Raffaele Lener e il consulente Francesco Fioretto commissari in temporaneo affiancamento al CdA, per – ha informato una nota della banca – «coadiuvarlo nel rapido processo di risanamento del quadro operativo-contabile e nella gestione delle azioni rimediali nel comparto creditizio afferente al business del factoring e del sistema di controlli interni, già avviate dalla banca».

Il CdA e il collegio sindacale hanno mantenuto comunque i loro poteri e, soprattutto, alla guida dell’istituto è rimasto Giuseppe Sica, che ha assunto tutte le deleghe affidate al precedente amministratore delegato Massimiliano Belingheri.

Finora i problemi di Bff Bank sembravano concentrati sulla contabilizzazione di crediti nei confronti della pubblica amministrazione (soprattutto ospedali), che non tenevano conto di fatture già pagate e di sentenze sfavorevoli alla banca nelle aule dei tribunali (per circa 400 milioni, ha precisato la banca nell’ultima nota), circostanza che aveva in gran parte determinato rettifiche in bilancio per 117 milioni.

Ma nelle ultime ore è emerso dell’altro. Nel corso dell’ispezione della Banca d’Italia, tuttora in corso – ha reso noto il comunicato stampa di Bff Bank – sono emerse «criticità» nel comparto factoring e lending che potrebbero generare crediti deteriorati (past due) fino a 800 milioni, cui si aggiungono 500 milioni relativi «a una possibile più restrittiva interpretazione relativa ai meccanismi sospensivi del calcolo dei giorni di arretrato». Tali impatti – ha precisato la banca – «non sono necessariamente cumulabili».

In considerazione delle valutazioni sulle poste contabili dell’istituto, Via Nazionale ha richiesto di ritardare la presentazione del progetto di bilancio a non oltre il 30 aprile e di svolgere entro il 30 giugno l’assemblea degli azionisti chiamata ad approvarlo. In ogni caso – fa ancora presente la nota di Bff Bank – l’istituto «continua a rispettare i requisiti patrimoniali di CET1».

Ieri, per rassicurare il mercato, Giuseppe Sica ha parlato in una call straordinaria, rispondendo tra l’altro a un analista che gli chiedeva di escludere l’opzione di una ricapitalizzazione, che sarebbe stata «disastrosa» per gli attuali azionisti. «La catastrofe – ha risposto – purtroppo si è già pienamente materializzata, ma quello che posso dire è che abbiamo delle opzioni più semplici e io ho il dovere di studiarle», ha aggiunto Sica, che ha ipotizzato, nel caso di deterioramento di tutti gli 1,3 miliardi di euro di crediti sotto esame, la possibilità di procedere a «una cartolarizzazione» o di «trovare un partner per questo portafoglio» o «altre cose». «Devo valutare l’impatto di quello che abbiamo ricevuto e le implicazioni per il valore del business», ha concluso.

Infine, Bff Bank ha ricevuto una comunicazione da BNP Paribas, che ha informato come le posizioni consolidate del gruppo nella banca abbiano superato, alla data del 18 marzo 2026, la soglia regolamentare del 3%, raggiungendo il 3,64% del totale delle azioni emesse e dei diritti di voto. Secondo BNP Paribas, «l’acquisto di tali titoli è in linea con il normale svolgimento delle nostre attività di trading e non implica né l’intenzione di attuare una strategia specifica, né la volontà di esercitare un’influenza specifica sulla gestione di Bff Bank».

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