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Blackstone prepara una maxi cessione di asset privati per oltre 2 miliardi di dollari

Operazione su partecipazioni in fondi LBO tramite CFO. Il mercato del private equity resta sotto pressione per l’illiquidità degli asset e il rallentamento delle exit

Blackstone ha avviato la vendita di partecipazioni in fondi di investimento privati per un valore superiore a 2 miliardi di dollari, in una delle operazioni di smobilizzo più rilevanti del settore negli ultimi anni. Secondo quanto riferisce Radiocor, si tratta di un test significativo per la domanda di strumenti legati al private equity in una fase caratterizzata da scarsa liquidità e difficoltà diffuse nelle strategie di disinvestimento.

Il gruppo newyorkese sta strutturando un Collateralized Fund Obligation (CFO), ossia un’obbligazione garantita da crediti, destinata a raccogliere oltre 2 miliardi di dollari di partecipazioni in fondi di leveraged buyout. I titoli saranno collocati presso investitori istituzionali e assicuratori, con l’obiettivo di generare liquidità per gli investitori di un fondo gestito da Blackstone Strategic Partners, la divisione dedicata agli investimenti in fondi di altri operatori di private equity.

Nei giorni scorsi (vedi Be Bankers del 5 giugno), Blackstone aveva limitato al 5% i prelievi nel suo fondo di private credit, Blackstone Private Credit Fund (BCRED), a fronte di richieste di riscatto pari al 10%.

La nuova iniziativa si inserisce in un contesto di mercato complesso per il private equity globale. Le principali società del settore stanno infatti incontrando difficoltà crescenti nel dismettere partecipazioni e nel restituire capitale a fondazioni, fondi pensione e sovereign wealth fund, che negli anni precedenti avevano allocato risorse significative su questi strumenti.

Secondo le stime riportate, il comparto mantiene in portafoglio asset non ancora ceduti per circa 4.000 miliardi di dollari. Una quota rilevante riguarda investimenti effettuati tra il 2020 e il 2022, in una fase di tassi di interesse prossimi allo zero, oggi più complessi da valorizzare e smobilizzare.

L’operazione di Blackstone assume quindi una valenza di verifica per l’appetito degli investitori verso strutture di credito legate a fondi illiquidi, in un mercato che continua a scontare tempi lunghi di uscita e un rallentamento strutturale delle operazioni di exit.

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