Nel 2025 le tecnologie blockchain e Web3 (la visione di una rete internet decentralizzata) entrano in una fase più matura, meno sperimentale e più concreta, soprattutto nel settore finanziario, che resta il principale motore di sviluppo, anche se l’Italia continua a muoversi con un passo più lento rispetto ai principali Paesi europei. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, nel mondo sono stati censiti 378 nuovi progetti blockchain, in crescita del 27% su base annua, con una forte spinta da stablecoin e tokenizzazione di asset finanziari, mentre sono 194 le aziende Fortune Global 500 che oggi hanno almeno un progetto blockchain attivo.
La capitalizzazione complessiva delle stablecoin ha raggiunto i 310 miliardi di dollari, in aumento del 50%, segnale di un passaggio ormai evidente dalla prova tecnica all’adozione operativa nei sistemi di pagamento e nei mercati finanziari.
In Italia il mercato delle soluzioni blockchain B2B vale 38 milioni di euro, in lieve calo rispetto al 2024, con il 62% degli investimenti concentrati nel settore finanziario, mentre altri comparti faticano a sviluppare iniziative di scala. Anche sul fronte dei consumatori il quadro resta prudente: solo il 7% degli italiani, pari a 2,8 milioni di persone, possiede crypto-asset, una quota inferiore rispetto a Spagna, Germania e Francia, anche se l’interesse non manca, visto che l’11% dichiara di voler investire in futuro. Colpisce però un dato strutturale: il 52% di chi intende acquistare crypto-asset non utilizza altri strumenti finanziari, segno che per molti italiani le crypto rappresentano il primo punto di accesso al mondo degli investimenti.
«Nel 2025 il Web3 ha continuato a crescere in modo graduale ma solido, mostrando segnali concreti di consolidamento sul piano delle infrastrutture, degli strumenti di pagamento e del quadro normativo», afferma Valeria Portale, Direttrice dell’Osservatorio Blockchain & Web3, sottolineando come la blockchain non vada letta solo in chiave finanziaria ma come base per casi d’uso futuri ancora in parte da esplorare.
Il tema si intreccia sempre più con l’intelligenza artificiale: «Nel 2025 autenticità, responsabilità e verificabilità delle informazioni sono diventate centrali e la blockchain può offrire strumenti concreti, anche abilitando nuovi modelli di pagamento tra macchine», osserva Francesco Bruschi, Direttore dell’Osservatorio.
Sul piano normativo, l’entrata in vigore del regolamento MiCAR ha dato all’Europa un quadro armonizzato che sta favorendo l’ingresso delle stablecoin nel sistema finanziario tradizionale, mentre banche e grandi operatori dei pagamenti accelerano su emissioni, integrazioni e partnership. «In Italia l’adozione è ancora limitata, ma esiste una platea potenziale ampia che va accompagnata con educazione finanziaria», conclude Giacomo Vella, Direttore dell’Osservatorio, ricordando che senza competenze e consapevolezza la crescita rischia di restare incompleta.
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