Cartolarizzazioni di prestiti ‘verdi’ superate da quelle ‘marroni’. Bankitalia studia il mercato delle green securitizations

Un'indagine effettuata dalla Banca d'Italia analizza il mercato delle cartolarizzazioni di prestiti verso attività economiche sostenibili per l'ambiente nel periodo tra il 2010 e il 2019

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In Italia le cartolarizzazioni di prestiti delle banche verso attività economiche considerate ‘marroni’ e quindi meno ‘amiche dell’ambiente’ nel periodo tra il 2010 e il 2019 sono cresciute di più rispetto a quelle ‘verdi’ (le cosiddette “green securitizations”) ovvero rivolte ad imprese più eco-sostenibili. Emerge anche una preferenza degli istituti di credito a mantenere in bilancio i prestiti ‘verdi’ e cancellare quelli ‘marroni’. Sono i risultati di uno studio della Banca d’Italia, che analizza per la prima volta il loro mercato. Lo fa in un recente occasional paper ‘Questioni di economia e finanza’.

L’Italia e le cartolarizzazioni green

Il report, a cura di Francesco Cusano, Danilo Liberati, Stefano Piermattei e Lorenzo Rubeo, illustra le caratteristiche principali delle cartolarizzazioni verdi originate dalle banche italiane negli anni dal 2010 al 2019. Ne viene fuori che i prestiti cartolarizzati delle banche sono destinati ancora principalmente all’economia ‘marrone’. Queste ultime attività sono cresciute molto più rapidamente delle attività ‘verdi’.

Il report si sofferma anche sull’impronta di carbonio dei prestiti, mostrando che gli indicatori di tale impronta possono sovrastimare le emissioni finanziate dalle banche, se non si tiene conto dell’attività di cartolarizzazione.

Cosa sono le cartolarizzazioni verdi

Le cartolarizzazioni green rientrano tra gli strumenti di finanza cosiddetta ‘verde’. Secondo Fitch Ratings il loro mercato è ancora in una fase iniziale. Nel breve termine, dovrebbe rimanere concentrato in tre principali asset:

-mutui per la casa;

-miglioramenti dell’efficienza energetica;

-prestiti per l’energia solare sui tetti e veicoli elettrici

Tuttavia – si evidenzia – c’è margine per una crescita, anche rapida. Ad oggi non ci sono ancora definizioni né metodologie condivise per identificare le cartolarizzazioni green. Da un punto di vista teorico – si legge nel paper – una cartolarizzazione può essere etichettata come green se la sua garanzia è verde o se i proventi che originano dall’operazione sono dedicati ad attività e progetti sostenibili. Due indagini difficili da effettuare, pertanto ad oggi si sceglie di valutare la sostenibilità dell’attività economica a cui il prestito è destinato.