Il Gruppo Cassa Centrale archivia il primo semestre del 2025 con un utile netto di 590 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai 577 milioni dello stesso periodo del 2024, sostenuto da nuove erogazioni di credito per 5 miliardi (+30%) e da una raccolta in crescita sia nella componente diretta (72 miliardi, +1,2%) sia in quella indiretta (51,3 miliardi, +4,6%).
A trainare i risultati è stato anche un margine di intermediazione che ha raggiunto 1,58 miliardi (+4,3%), grazie alla spinta delle commissioni nette. Se i dati economici fotografano un semestre solido, è sul fronte della qualità del credito che il Gruppo consolida la propria posizione tra le realtà bancarie più resilienti del Paese.
Al 30 giugno 2025, infatti, l’NPL ratio lordo si è ridotto al 3,4% (dal 3,5% di fine 2024), mentre l’NPL ratio netto è rimasto stabile allo 0,7%, confermandosi ampiamente sotto la soglia dell’1%. In parallelo, il tasso di copertura dei crediti deteriorati si mantiene su livelli molto elevati, pari all’80%, a garanzia di una solida gestione del rischio. Un risultato che si affianca a riprese nette sulle posizioni creditizie per 39 milioni e che rafforza la strategia di riduzione strutturale degli attivi problematici.
Per il Gruppo, la qualità dell’attivo rappresenta un asset decisivo nel sostenere la capacità di erogare credito a famiglie e PMI, senza ridurre la presenza fisica sul territorio: «Il nostro modello di sviluppo – ha commentato in una nota il presidente Giorgio Fracalossi – ha consentito di aumentare il credito a un ritmo superiore alla media del settore, grazie a una solidità patrimoniale decisamente superiore e all’ampia disponibilità di liquidità».
L’amministratore delegato Sandro Bolognesi ha sottolineato come gli stress test EBA-BCE confermino la resilienza del Gruppo anche negli scenari più avversi: «Il grado di solidità patrimoniale, che si è attestato sui migliori livelli italiano ed europeo, conferma la nostra capacità di resilienza nel lungo termine».