Secondo l’Osservatorio CRIF sulle imprese, nei primi nove mesi del 2025 gli importi finanziati alle imprese italiane sono aumentati del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, confermando la crescita osservata a metà anno, con un aumento consistente per le società di capitali di dimensioni più piccole (+15,9%). Il tasso di default delle società di capitali è salito leggermente al 3,4% a fine settembre 2025 rispetto al 3,1% di giugno, mentre quello delle ditte e società di persone è rimasto stabile al 3%. La crescita degli importi erogati ha riguardato tutte le principali tipologie di finanziamento, in particolare mutui chirografari, altri mutui non ipotecari e prestiti (+22,6%), destinati sia a sostenere la liquidità corrente sia gli investimenti in asset fissi e il rifinanziamento dei debiti in scadenza.
L’analisi settoriale evidenzia differenze significative: il tessile e abbigliamento mostra una contrazione degli importi erogati (-5,5%) e un aumento del tasso di default al 4,8%, con impatti rilevanti anche sul commercio al dettaglio, mentre il turismo e tempo libero registra una crescita superiore alla media (+26,6%), pur con micro-settori come la ristorazione in crescita più contenuta (+16,4%) e con un tasso di default del 5,8% a settembre 2025.
Luca D’Amico, CEO di CRIF Ratings, commenta: «Le imprese italiane continuano a operare in un mercato fortemente condizionato da uno scenario globale complesso e instabile. Le tensioni internazionali stanno iniziando a impattare sulla rischiosità creditizia delle società di capitali, ma emergono segnali positivi dalla tenuta dei tassi di crescita delle erogazioni a settembre 2025, in linea con quelli osservati a giugno».
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