HomeDal Mondo degli NPEFallimentiFrancia, ritardi nei pagamenti record: coinvolto l’89% delle imprese

Francia, ritardi nei pagamenti record: coinvolto l’89% delle imprese

La durata media dei ritardi sale a 41,2 giorni e le insolvenze aumentano del 6% nei primi sette mesi del 2026

I ritardi nei pagamenti delle imprese francesi hanno raggiunto nel 2026 il livello più alto dall’inizio dell’indagine Coface. L’89% delle aziende intervistate ha dichiarato di averne registrato almeno uno nell’ultimo anno, contro l’86% del 2025. La rilevazione, condotta a giugno su 690 imprese, mostra anche un allungamento dei tempi: il ritardo medio è salito a 41,2 giorni, dai 39,5 del 2025 e dai 37,6 del 2023.

La situazione è più pesante per le imprese di minori dimensioni. Le microimprese hanno registrato ritardi medi di 46 giorni, rispetto ai 39 delle PMI e ai 36 delle aziende medio-grandi. Il 58% delle microimprese considera l’impatto sulla liquidità molto significativo o critico. La quota scende al 40% tra le PMI e al 26% tra le imprese più grandi.

Secondo Coface, la causa principale dei ritardi sono le difficoltà finanziarie dei clienti, indicate dal 47% delle imprese. Seguono i problemi organizzativi, con il 21%, e i ritardi intenzionali non legati a difficoltà economiche, al 19%.

Al peggioramento dei pagamenti si è affiancata la crescita delle insolvenze aziendali. Nei primi sette mesi del 2026 ne sono state registrate 43.282, il 6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 46% in più rispetto al 2019. I maggiori incrementi hanno riguardato i servizi alle imprese (+12%), l’agroalimentare (+11%) e l’automotive (+8%).

Le microimprese hanno rappresentato oltre il 90% delle procedure, ma il fenomeno ha coinvolto con maggiore frequenza anche le aziende di dimensioni superiori. Tra luglio 2025 e giugno 2026 le insolvenze di imprese medio-grandi sono state 64, contro le 27 registrate nel 2019.

Nei primi sette mesi dell’anno le insolvenze hanno interessato 3,6 miliardi di euro di debiti commerciali e quasi 160.000 posti di lavoro. Coface stima un aumento del 7% delle insolvenze nell’intero 2026 e un ulteriore incremento del 9% nel 2027.

Le prospettive delle imprese francesi restano deboli. Il 56% degli intervistati prevede un peggioramento della propria attività nel 2027, contro il 49% di un anno prima, mentre soltanto il 9% si aspetta un miglioramento. Tra i fattori di maggiore preoccupazione figurano la situazione politica e sociale francese, le tensioni geopolitiche e l’andamento dei prezzi delle materie prime.

Ernesto De Martinis, CEO Coface Mediterranean & Africa Region e Board Member, ha dichiarato: «L’aumento della durata dei ritardi, insieme alla crescita delle insolvenze, è un segnale da non sottovalutare. Le difficoltà finanziarie dei clienti rappresentano oggi la principale causa dei mancati pagamenti e possono rapidamente trasmettersi lungo l’intera catena commerciale».

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/

ARTICOLI CORRELATI

ALTRO DALLA CATEGORIA