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Garanzie pubbliche sui crediti: coperture differenziate per classi di rischio

In un incontro al Mimit spiegate alle associazioni imprenditoriali le novità in arrivo per il Fondo di Garanzia delle PMI. I nuovi orientamenti confermano quanto aveva anticipato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo all'assemblea dell'Abi

Le garanzie pubbliche sui crediti bancari offerte dal Fondo MCC per le PMI saranno graduate secondo classi di rischio. Pur mantenendo l’esclusione della garanzia per le imprese considerate più rischiose (classe 5), l’ombrello protettivo sarà progressivamente più esteso per le imprese collocate nelle classi dalla 1 alla 4.

È l’orientamento del Governo, riferisce Il Sole 24 Ore, illustrato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) alle principali associazioni imprenditoriali durante la riunione del comitato consultivo del Fondo di Garanzia delle PMI. Il nuovo indirizzo, che confluirà in un decreto in vigore dal 2027, conferma quanto anticipato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’assemblea dell’Abi: la garanzia pubblica dovrà concentrarsi sulle imprese meritevoli che incontrano difficoltà nell’accesso al credito bancario.

Il meccanismo di funzionamento del Fondo tornerà sostanzialmente al modello pre-Covid, quando le coperture erano calibrate in base al rischio dell’impresa. Durante la pandemia era stata invece introdotta una copertura uniforme, differenziata solo per tipologia di operazione (50% per la liquidità e 80% per investimenti e start up), con l’esclusione delle imprese appartenenti alla classe di rischio 5.

Secondo lo schema di decreto interministeriale, ancora in fase di definizione tra Mimit e Ministero dell’Economia, per le operazioni di liquidità la garanzia diretta sarà pari al 40% per la classe 1, 50% per la classe 2, 60% per la classe 3 e 70% per la classe 4.

Per il finanziamento del rischio, la copertura sarà unica al 50%. Per le operazioni destinate agli investimenti, comprese quelle della Nuova Sabatini, e per start up e PMI innovative, la garanzia resterà pari all’80%. La stessa percentuale sarà riconosciuta anche alle nuove imprese, al microcredito e alle operazioni fino a 100.000 euro, unica categoria nella quale potranno accedere anche le imprese appartenenti alla classe di rischio 5.

Nel caso della riassicurazione, la copertura per le operazioni di liquidità della classe 4 scenderà al 64%. La prossima Legge di Bilancio dovrebbe inoltre confermare sia il massimale garantito di 5 milioni di euro per singolo beneficiario, sia la gratuità della garanzia per le microimprese.

L’ammontare complessivo delle garanzie statali sui crediti bancari è stato progressivamente ridotto negli ultimi anni. Come ricordato da Giancarlo Giorgetti, l’esposizione dello Stato è passata dai 223 miliardi di euro del 2023 ai 140 miliardi del 2026.

La classificazione delle imprese nelle diverse classi di rischio non dipende da una valutazione discrezionale, ma da un algoritmo che analizza i dati economico-finanziari degli ultimi due bilanci e le informazioni della Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. La probabilità di inadempimento passa dallo 0,12% della classe 1 a oltre il 16,30% della classe 5.

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