L’avevano detto qualche giorno fa gli economisti della Banca Centrale Europea nel loro blog ed ora l’allarme è stato ripreso anche dal Fondo Monetario Internazionale. La ripresa dell’economia e del sistema bancario greco è stata sorprendente, ma la gravissima crisi del debito pubblico che fino al decennio scorso ha messo alle corde il Paese ha lasciato una pesante eredità che rappresenta anche una zavorra su una ripresa sostenibile
Milioni di crediti inesigibili non ancora gestiti, risalenti alla crisi del debito dello scorso decennio, stanno rallentando la crescita economica della Grecia e ostacolando la ripresa per le famiglie e le imprese ancora escluse dai mercati del credito, ha dichiarato a Reuters un funzionario del Fondo Monetario Internazionale
Secondo le stime del FMI, quasi 3 milioni di crediti in sofferenza stanno colpendo 2,4 milioni di persone, ha affermato Charles Cohen, esperto di mercati finanziari del FMI. In pratica la morsa delle sofferenze riguarda circa un quarto dell’intera popolazione ellenica, bambini compresi. «Si tratta di una cifra enorme per l’economia greca», ha affermato Cohen. «Il sistema ne è stato un po’ sopraffatto. Perciò riteniamo che siano necessarie delle riforme»
Il settore bancario greco è stato salvato durante la crisi del 2009-2018 dopo aver subito perdite catastrofiche sui titoli di Stato e un’impennata di insolvenze, mentre l’economia precipitava e la Grecia rischiava di uscire dall’eurozona
Da allora l’economia si è ripresa: le banche sono state riprivatizzate e i prestiti di salvataggio vengono rimborsati prima del previsto. Ma la ripresa completa è rallentata dal fatto che i cittadini greci comuni, che hanno subito tagli salariali e pensionistici durante anni di austerità, sono ancora esclusi dal sistema creditizio
«La cosa fondamentale è risanare i bilanci familiari», ha affermato Cohen. «Bisogna creare una situazione in cui il cittadino greco medio torni a essere un partecipante attivo» nel mercato dei mutui e dei prestiti alle piccole imprese
Durante la crisi, i crediti deteriorati (NPL) hanno raggiunto quasi il 50% dei portafogli prestiti delle banche. Nel 2019, la Grecia ha creato un mercato secondario dei crediti deteriorati e un sistema di protezione degli attivi, aiutando le banche a cartolarizzare e trasferire circa 60 miliardi di euro di crediti deteriorati agli enti gestori. È stata seguita, in pratica, la stessa strada percorsa con successo in Italia
Tuttavia, il sistema non ha reagito con la rapidità che auspicava il FMI. Le controversie legali tra banche, società di gestione dei mutui e mutuatari possono durare anni. «I ruoli sono piuttosto intasati perché non ci sono giudici specializzati in questo tipo di questioni. Quindi ci vuole molto tempo perché il sistema giudiziario faccia il suo corso», ha detto Cohen
Il fatto che molte piccole imprese siano rimaste escluse dal sistema bancario sin dalla crisi finanziaria ha portato le banche a concentrare il credito su poche grandi aziende greche, rendendole più vulnerabili alle turbolenze internazionali. «I prestiti alle piccole e medie imprese rimangono a livelli bassi», ha affermato Cohen. «Credo che per noi il fattore critico sia cercare di riorientare le banche verso i prestiti a questi settori. Non è una cosa facile da fare»
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