L’Italia ancora in ritardo rispetto agli altri Paesi europei nella puntualità dei pagamenti delle imprese

I dati dello Studio Pagamenti 2023, l’osservatorio annuale realizzato da CRIBIS con i dati sui pagamenti commerciali raccolti a livello globale dal Dun & Bradstreet Worldwide Network, di cui CRIBIS è partner

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A dispetto del contesto di forte incertezza economica, nel 2022 i pagamenti alla scadenza sono cresciuti nelle principali economie del mondo: in Italia le aziende che pagano puntualmente sono il 40,9% dei casi, in miglioramento rispetto al 2021 (+6,2%); tuttavia il Paese rimane lontano dai paesi più virtuosi come la Germania. È quanto emerge dallo “Studio Pagamenti 2023”, il principale osservatorio sui pagamenti a livello internazionale nei 39 Paesi monitorati.

Nel report CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata in business information, ha analizzato anche per il 2022 le abitudini di pagamento delle imprese in 39 Paesi del mondo, che rappresentano circa il 90% del PIL mondiale e le principali economie con cui le imprese italiane hanno rapporti commerciali.

L’Italia è al 19° posto in Europa per i pagamenti puntuali, 29° a livello globale nel 2022, mentre diminuiscono anche i pagamenti ai fornitori oltre 30 giorni (considerati ritardi gravi) scesi al 9,1%.

Europa

Lo Studio Pagamenti di CRIBIS prende in esame distintamente Europa settentrionale e Europa meridionale. Bene il Nord Europa. Nel 2022 la Danimarca si contraddistingue per le maggiori quote di pagatori puntuali, con il 91,8%. Seguono Polonia e Olanda con più del 74%. La Polonia mostra una crescita dei pagatori puntuali del +13,7% rispetto all’anno precedente, mentre i ritardi gravi decrescono di oltre il +36%. La Svezia registra un decremento dei pagamenti in ritardo del -63% e raggiunge lo 0,6%. i ritardi gravi in Irlanda sono cresciuti del +30,5% e interessano il 10,7% delle aziende.

Nel 2022 l’Ungheria si contraddistingue per le maggiori quote di pagatori puntuali con il 70,8%, seguita dalla Slovenia con il 53,9%. Bulgaria e Romania invece, registrano meno del 19% nella classe di pagamento alla scadenza. Il Portogallo è il paese dell’Europa Meridionale a mostrare i miglioramenti più rilevanti nelle abitudini di pagamento rispetto al 2021, con un incremento dei pagatori puntuali del +22,3%. L’incremento più alto dei ritardi gravi, invece, si registra per la Romania (+31,8%).

Le economie europee più simili per dimensione e tessuto economico a quella italiana, mostrano tutte percentuali di pagamenti puntuali più alti dell’Italia, ma non di molto. La Francia mostra infatti un 48,3% di aziende con pagamenti puntuali, seguita dalla Spagna al 46,5% e il Regno Unito al 42,8%. In posizione nettamente migliore la Germania con il 62,9% di aziende con pagamenti puntuali.

Mondo

I pagatori puntuali negli Stati Uniti rappresentano più del 57% del totale nel 2022, mentre i ritardi gravi sono diminuiti dell’-1,5% rispetto all’ anno precedente. Il Canada rispetto al 2021 registra un decremento sia nei pagamenti alla scadenza (-12,3%) sia nei ritardi gravi (-21,9%).

La Cina mostra un miglioramento sul fronte dei pagamenti puntuali con il 56,1% del totale (+99,6% rispetto al 2021). Gli Emirati Arabi registrano un aumento significativo delle aziende che pagano in ritardo grave, passando dal 22,4% nel 2021 al 39,7% nel 2022 (+77,2%). Performance positiva per Nuova Zelanda e Australia con più del 70% di pagatori puntuali, in relazione ai pagamenti con oltre 30 giorni di ritardo la Nuova Zelanda risulta più virtuosa dell’Australia (4,5% vs. 7,4%).

Lo studio pagamenti

Lo Studio Pagamenti è l’osservatorio annuale realizzato da CRIBIS con i dati sui pagamenti commerciali raccolti a livello globale dal Dun & Bradstreet Worldwide Network, di cui CRIBIS è partner.

Lo Studio Pagamenti fornisce diversi livelli di approfondimento per dimensione, regione, settore e trend storici, consente di analizzare complessivamente lo stato di vitalità delle imprese, valutare il livello di puntualità dei pagamenti verso i loro fornitori, rappresentando quindi un indice importante dello stato di salute dell’economia reale di un Paese.

Fonte: ufficio stampa Cribis