Moneta e bene comune: se ne parla in un convegno Alma Iura. Appuntamento il 27 giugno a Verona

L'incontro si svolgerà nella sede di Banca Passadore. Il proposito è ripercorrere, a beneficio dei consumatori, l’origine della moneta, far luce sul suo odierno utilizzo e sulla funzione delle banche centrali

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Prende ispirazione dalle parole di John Maynard Keynes il titolo del convegno organizzato da Alma Iura a Verona per giovedì 27 giugno. “Non utopia, ma eutopia”: così l’economista britannico aveva definito la sua proposta per una moneta internazionale. E proprio di moneta si parlerà dalle 16.30 alle 18.30 nella sede di Verona di Banca Passadore, in questo incontro moderato dall’avvocato Marco Rossi, presidente del Comitato scientifico del Centro Studi Alma Iura e organizzato con il patrocinio dell’associazione italiana tesorieri d’impresa.

L’obiettivo del convegno, rivolto ai cittadini, è approfondire l’importanza della moneta, istituto sfuggente, di cui si occupano per lo più gli economisti. Lo scopo è incuriosire i consumatori sulla sua origine, chiarendone meglio l’attuale funzionamento, il ruolo in quest’ultimo delle banche centrali e volgendo uno sguardo al futuro e alla tutela del bene comune.

Il programma

Il meeting sarà introdotto da Maria Maddalena Buoninconti, presidente del Comitato Dante Alighieri di Verona e si snoderà come un ideale percorso tra passato, presente e futuro. A narrare aneddoti e curiosità della moneta in tempi antichi sarà Eleonora Giampiccolo, direttrice del Dipartimento di Numismatica della Biblioteca Apostolica Vaticana. Quindi si procederà ad analizzare il ruolo di banche e banche centrali nella politica monetaria grazie all’intervento di Sergio Cesaratto, professore di Economia Politica e membro del Dipartimento di Economia Politica e Statistica dell’Università degli Studi di Siena.

Quindi sarà la volta di Massimo Gallo, direttore della filiale di Verona della Banca d’Italia analizzare la funzione de “La moneta nei pagamenti al dettaglio”. Infine spetterà al commercialista e revisore Francesco M. Renne, faculty Member della CUOA Business School far luce su “L’utilizzo della moneta oggi: credito, risparmio, finanza, nuove tecnologie e…“il quinto elemento”. Ogni intervento sarà seguito da un breve dibattito sul tema.

Obiettivo: chiarire i malintesi

Sull’origine della moneta esistono diversi malintesi, false concezioni su come funzioni, come potrebbe invece funzionare, quale sia la sua origine, talvolta diffuse anche negli stessi atenei. Nasce così l’idea del convegno, come spiega a BeBankers.it l’avvocato Marco Rossi: “La moneta come istituzione, pur importantissima per la nostraeconomia, è davvero sconosciuta ai cittadini, ai politici e, talvolta soprattutto a molti economisti”. Sono diffuse idee sbagliate su di essa. “Ad esempio: la maggior parte del denaro in circolazione non viene prodotto dallo Stato o dalla Banca Centrale come erroneamente si pensa – prosegue l’avvocato – ma dalle banche commerciali, che lo creano dal nulla mediante l’erogazione di finanziamenti”.

Come mai il titolo “Non utopia, ma eutopia” riprende le parole di Keynes? “Il richiamo – continua l’avvocato – è alla visione positiva dell’economista sul futuro del denaro, che può e deve essere regolato per migliorare la vita dei cittadini. Keynes a Bretton Woods, poco prima che la Seconda Guerra Mondiale terminasse, propose un progetto ambizioso per fare in modo che Paesi debitori e Paesi creditori potessero convivere e prosperare, per evitare nuove guerre. Secondo una visione interessante espressa da Emiliano Brancaccio in “La guerra capitalistica”, anche le guerre nascono spesso come contrapposizioni tra Stati debitori e Stati creditori e Keynes voleva proprio evitare questa pericolosa contrapposizione. Da quella speranza prende spunto il convegno”.

Criptovalute ed euro digitale

Nel corso dell’incontro ci sarà spazio anche per le sfide poste dall’euro digitale, che se introdotto: “rischia di spiazzare il sistema bancario così importante per la nostra, che è un’economia essenzialmente monetaria” aggiunge Rossi. Si parlerà anche di criptovalute e dei riflessi che possono avere sulla moneta come la conosciamo oggi. “Sono essenzialmente degli asset finanziari, molto volatili e rischiosi. Il loro punto di forza, ovvero la loro decentralizzazione, è anche il loro tallone d’Achille perché, non essendo garantite da uno Stato e dall’apparato di forza statale (magistratura e polizia) non potranno – conclude – porsi in alternativa alla moneta”.