“Nel 2018, CRIBIS Credit Management ha avviato la realizzazione dell’Osservatorio NPE. Le analisi che presentiamo ogni anno aggiornate, sfruttano il patrimonio informativo del Gruppo CRIF e i principali dati rilevabili da fonti pubbliche di interesse. L’Osservatorio, fruibile digitalmente sul nostro sito, riteniamo offra una lettura integrata dei trend che caratterizzano il settore e un’utile visione d’insieme delle principali direttrici evolutive” – Alberto Sondri Executive Director di CRIBIS Credit Management.
Crediti deteriorati e mercato NPE in contrazione
Il mercato degli NPL si trova in una fase di transizione e quindi verso un nuovo equilibrio strutturale. Le dinamiche straordinarie di de-risking che hanno guidato gli ultimi anni risultano ormai superate, a favore di un contesto più stabile e competitivo, con minore esposizione a fattori di stress sistemico. Questo processo si accompagna anche a una riduzione degli stock e a una progressiva normalizzazione dei flussi.
Nel 2025 lo stock di crediti deteriorati si attesta a 47,5 miliardi di euro (-6,7% rispetto al 2024), proseguendo un percorso di riduzione già avviato negli ultimi anni con un NPE ratio pari al 2,6%,chesegnala il raggiungimento di un nuovo equilibrio strutturale. Parallelamente, i flussi di nuovo deteriorato si riducono a 15 miliardi di euro (-12,3% rispetto ai 17,1 miliardi registrati nel 2024).
Nel 2025, il mercato delle transazioni NPE ha registrato un valore complessivo pari a 17,5 miliardi di euro (-27,1% rispetto al 2024), confermando la natura strutturale della contrazione dei volumi. A fronte di questo calo, il numero complessivo di operazioni cresce significativamente(+23,4%), raggiungendo circa 622 mila transazioni. Questo disallineamento evidenzia una riduzione della dimensione media dei portafogli e una crescente frammentazione del mercato.
“Il mercato NPE sta entrando in una nuova fase, in cui la riduzione strutturale dei volumi cambia radicalmente le regole del gioco. Infatti, non si tratta più di un mercato guidato dalla disponibilità di stock, ma dalla capacità di estrarre valore”.
Rischio di credito PMI e prestiti garantiti: verso una convergenza dei livelli di deterioramento
Nel 2025, i prestiti assistiti da garanzie pubbliche rappresentano una componente strutturalmente rilevante del sistema del credito. Il perimetro di competenza del Fondo Centrale di Garanzia (MCC) evidenzia un’esposizione di circa 155 miliardi di prestiti attivi, di cui 116 miliardi garantiti (pari al 75%).
A fronte di tali volumi, gli accantonamenti si attestano a circa 25 miliardi (21%), mentre i default risultano contenuti intorno ai 3 miliardi. Considerando l’insieme degli eventi di rischio (3,5–3,8 miliardi), emerge come circa il 35% delle posizioni rientri in bonis, a conferma di una dinamica del credito ancora caratterizzata da elementi di resilienza.
Al 31 dicembre, l’incidenza dei prestiti assistiti da garanzie pubbliche (MCC e SACE) rappresenta circa il 23% del totale. Il tasso di deterioramento si attesta al 2,5%, in miglioramento rispetto ai livelli registrati tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. La fase attuale appare pertanto caratterizzata da una stabilizzazione del rischio su livelli moderati, ma persistenti, e da un progressivo riassorbimento degli effetti delle politiche di sostegno.
“Nel mercato italiano, un finanziamento su quattro è oggi assistito da garanzia pubblica: una dimensione che rende questo segmento sistemico. Il dato più rilevante del 2025 è però la convergenza dei livelli di rischio tra prestiti garantiti e non garantiti, che segna il superamento degli effetti straordinari delle misure di supporto. In questo scenario, la gestione attiva e selettiva dei portafogli torna centrale per preservarne la redditività”.
Prevenzione della crisi e qualità del credito: cresce il ruolo della composizione negoziata
La progressiva normalizzazione del mercato NPE si inserisce in un contesto in cui stanno assumendo crescente importanza gli strumenti di gestione anticipata delle difficoltà aziendali. Tra questi, la Composizione Negoziata della crisi d’impresa (CNC) si sta affermando come uno dei principali meccanismi di prevenzione del deterioramento del credito.
L’ultima edizione dell’Osservatorio semestrale Unioncamere, aggiornata a maggio 2026, conferma un’accelerazione significativa dell’utilizzo della composizione negoziata: dall’avvio dello strumento, il 15 novembre 2021, risultano presentate 4.489 istanze, con una crescita del 29% rispetto alle 3.483 rilevate nel novembre 2025.
Anche i casi conclusi con successo sono in aumento: gli esiti favorevoli sono arrivati a 594, raddoppiando rispetto a un anno prima e crescendo di 184 unità rispetto alla precedente rilevazione semestrale. Sul totale delle 2.847 istanze archiviate, il tasso di successo si colloca al 21%, mentre il restante 79% si è chiuso con esito negativo.
“Il rafforzamento degli strumenti di allerta e ristrutturazione preventiva rappresenterà uno dei fattori in grado di sostenere nel medio periodo la riduzione dei flussi di nuovi Bad Loans e di preservare valore per imprese, creditori e sistema economico nel suo complesso”.



