HomeDal Mondo degli NPEFallimentiUsa: default in diminuzione per le grandi imprese a settembre, secondo S&P

Usa: default in diminuzione per le grandi imprese a settembre, secondo S&P

Dopo il picco estivo dei fallimenti aziendali, migliorano gli indicatori finanziari delle società statunitensi, mentre restano sotto osservazione le imprese più fragili

A settembre il ritmo dei fallimenti tra le grandi imprese statunitensi è calato nuovamente, raggiungendo il livello mensile più basso degli ultimi quasi tre anni.

Secondo i dati di S&P Global Market Intelligence, le dichiarazioni di default sono diminuite per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 34 a settembre, rispetto alle 49 di agosto. I dati riguardano società con debito quotato e almeno 2 milioni di dollari di attività o passività, nonché società non quotate con almeno 10 milioni di dollari di attività o passività.

Il recente rallentamento rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto all’impennata estiva, quando il numero delle dichiarazioni di insolvenza mensili aveva superato quota 70 da maggio a luglio. In particolare, i 78 fallimenti registrati a luglio avevano rappresentato il totale mensile più elevato almeno dal 2020.

Da inizio anno fino a settembre, negli Stati Uniti sono state presentate 530 istanze di fallimento aziendale, in calo rispetto alle 577 registrate nello stesso periodo del 2025.

«Il rallentamento dell’attività fallimentare si verifica in un contesto di segnali di miglioramento della salute finanziaria del più ampio panorama aziendale statunitense. Il debito totale delle società statunitensi con rating è aumentato nel secondo trimestre, ma la copertura degli interessi e il rapporto debito/capitale proprio sono migliorati», spiega S&P.

I debitori più deboli che necessitano di rifinanziare il proprio debito nei prossimi mesi, avverte comunque la società di rating, «potrebbero trovarsi ad affrontare maggiori rischi di insolvenza, dati gli elevati costi di finanziamento. I rendimenti dei principali titoli del Tesoro statunitensi hanno raggiunto i livelli più alti dagli anni 2000, mentre la Federal Reserve ha aumentato il suo tasso di interesse di riferimento a settembre, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi».

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