Usa: fallimenti aumentati dell’11% nel 2025

L’incremento dei default ha riguardato soprattutto le persone fisiche (+12 per cento) e, in misura inferiore (+5 per cento), il mondo delle imprese

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Il totale delle istanze di fallimento presentate negli Usa nel 2025 è stato di 565.759, con un aumento dell’11 per cento rispetto alle 508.953 del 2024. Lo ha reso noto Epiq AACER, il principale fornitore di dati sulle istanze di fallimento negli Stati Uniti. Pur rappresentando un aumento sostanziale su base annua, il totale delle istanze di fallimento – segnala un comunicato – rimane inferiore al totale pre-pandemia di 757.816 registrato nell’anno solare 2019.

L’incremento dei default ha riguardato soprattutto le persone fisiche (+12 per cento). In misura inferiore (+5 per cento) ha interessato il mondo delle imprese. Nel dettaglio, il totale complessivo delle istanze di fallimento presentate dai consumatori per l’anno solare 2025 è stato di 533.949, con un aumento del 12 per cento rispetto alle 478.752 istanze dell’anno precedente. Le istanze di fallimento presentate ai sensi del Chapter 7 – la liquidazione vera e propria, in cui i beni del debitore sono venduti per pagare i creditori – sono aumentate del 15 per cento, raggiungendo quota 332.706 nell’anno solare 2025, rispetto alle 288.908 dell’anno precedente.

Le 200.055 istanze di fallimento ai sensi del Chapter 13 – la ristrutturazione dei debiti con un piano di pagamento da 3 a 5 anni – presentate dai consumatori durante l’anno solare 2025 hanno registrato un aumento del 6 per cento rispetto al totale del 2024, pari a 189.004.

Quanto alle aziende, le istanze di fallimento sono aumentate del 5 per cento, raggiungendo quota 31.810 nell’anno solare 2025, rispetto alle 30.201 registrate l’anno precedente. I default presentati sulla base del Chapter 11 – ristrutturazione aziendale – sono aumentati dell’1 per cento nel 2025, passando da 7.893 dell’anno precedente a 7.940. Maggiore (+11 per cento) è stato il ricorso alle procedure di riorganizzazione aziendale da parte delle piccole imprese.

Nel commentare i dati, Amy Quackenboss, direttore esecutivo dell’ABI, il principale ente di ricerca Usa sui temi dell’insolvenza, ha affermato: «L’aumento dei fallimenti riflette la convergenza di fattori di stress economico che continuano a gravare su consumatori e imprese. Gli elevati costi di finanziamento, l’inflazione persistente e l’incertezza geopolitica spingono sempre più famiglie e imprese a cercare una nuova partenza finanziaria attraverso il fallimento».

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