Banche italiane: crediti deteriorati stabili a novembre 2025

Ammontavano a 29,7 miliardi secondo il report mensile dell’Abi, rispetto ai 30,1 miliardi di giugno. In leggera crescita a dicembre i tassi sui mutui (al 3,37%) e sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese (al 3,64%)

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I crediti deteriorati delle banche italiane sono rimasti sostanzialmente invariati. Nel novembre scorso il loro ammontare si attestava a 29,7 miliardi, in leggero aumento rispetto al mese precedente (29,4 miliardi), ma in calo sia rispetto ai 30,1 miliardi di giugno sia ai 31,3 miliardi di dicembre. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi, che ricorda come, rispetto al loro livello massimo di 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, il calo sia stato di circa 167 miliardi.

A novembre 2025 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,42% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a giugno 2025 (1,46%; 1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015). Guardando all’andamento dei principali indicatori creditizi, a dicembre l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,3% su base annua, in accelerazione rispetto a novembre (+2,1%), quando i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,3% e quelli alle imprese dell’1,8%.

Per le famiglie è il dodicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e, per le imprese, è il sesto mese consecutivo di crescita dei finanziamenti. Il dato – mette in evidenza l’Abi – conferma dunque che la ripresa non si ferma e continua.

C’è però un lieve aumento dei tassi di interesse sui prestiti bancari. A dicembre il tasso medio è rimasto invariato al 3,97%, mentre a crescere leggermente sono stati il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni (3,37% contro il 3,30% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023) e il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese (3,64% contro il 3,52% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023).

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