Crediti enti locali: affidati ai privati aumentano le percentuali di riscossione, dice Munari (Amco)

Audizione al Senato dell’AD del gruppo di credit management che interviene sulla «grande novità» in arrivo con la legge di Bilancio. Amco punta a ridurre lo stock di crediti deteriorati a 25,5 miliardi nel 2026 (erano 31 miliardi nel 2023). Dal 2023 stop agli acquisti di portafogli, focus sulla liquidazione rapida per preservare valore

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Andrea Munari, amministratore delegato Amco

«Dove ci sono riscossori privati la percentuale di riscossione sale al 25-40 per cento»; l’Agenzia delle Entrate e Riscossione «non riesce a recuperare queste cifre». Lo ha detto Andrea Munari, amministratore delegato di Amco (società di credit management del MEF), parlando in audizione alla Commissione Banche del Senato della «grande novità» in arrivo con la legge di Bilancio 2026.

È quella che darà ai comuni la possibilità (in alcuni casi anche l’obbligo) di trasferire al gruppo pubblico i loro tributi non riscossi. In attesa che il dispositivo della legge diventi esecutivo con un decreto del MEF atteso per fine febbraio, Munari è entrato nel merito di un mercato, quello della riscossione dei crediti degli enti locali, che attualmente ha una struttura «molto frammentata», composta da operatori con ritorni «estremamente elevati che non sono giustificabili».

La funzione di Amco sarà quella di «mettere ordine», operando in piena trasparenza e, soprattutto, «permettere di recuperare tributi non pagati». Spesso – ha spiegato – «non è neppure una questione di evasione». Nel caso di IMU, multe o imposte sui rifiuti, in molte circostanze «il tributo non arriva alla persona, che non sa di dover pagare».

L’AD di Amco ha fornito anche alcuni dettagli sul piano di salvataggio di Banca Progetto, nel quale sarà coinvolto il gruppo pubblico di credit management. Quest’ultimo parteciperà, assieme alle cinque maggiori banche italiane, all’operazione di risanamento – ha detto in commissione – attraverso un fondo in cui verranno collocati fino a 2,7 miliardi di crediti della banca commissariata. Amco deterrà una quota del 50% del fondo ed eserciterà il ruolo di servicer per tutti gli asset presi in gestione.

Nel corso dell’incontro con i parlamentari, Munari ha riepilogato i primi risultati della nuova strategia del gruppo, da quando, nel 2023, ne ha assunto la guida. Amco gestisce uno stock di crediti che a giugno 2025 era pari a 31 miliardi, non acquisisce nuovi portafogli da metà 2023 e punta a chiudere il 2026 con 25,5-26 miliardi.

Nel giugno scorso – ha aggiunto – lo stock di crediti in gestione era composto da 160 mila posizioni creditizie, di cui il 74% relativo a sofferenze e il 26% a crediti UTP. «Più questi asset rimangono nei libri, più si deteriorano» – ha sottolineato –. «Quando i tassi erano a zero era facilissimo rivalutarli, ma va distinto il calcolo finanziario da quello industriale: questi asset hanno un valore che si deteriora ed è conveniente liquidarli velocemente, trovando il più possibile il valore».

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