Apollo Global Management emerge come uno dei principali operatori private globali, mostrando una stabilità dei propri titoli nonostante il recente rallentamento del mercato e le crescenti preoccupazioni sugli investimenti in società software a rischio di disruption dall’AI.

Il gruppo ha chiuso i conti del 2025 con asset in gestione per 938 miliardi di dollari e utili netti per 660 milioni di dollari. Le sue azioni risultano sostanzialmente invariate nel mese di febbraio, a differenza dei principali concorrenti come Ares Management, Blackstone, Blue Owl, KKR e TPG, che hanno registrato perdite superiori al 6% nello stesso periodo. Secondo il Wall Street Journal, la resilienza di Apollo riflette una gestione più orientata al credito rispetto all’equity, con circa 750 miliardi di dollari in asset creditizi rispetto a 190 miliardi di dollari in azioni.
Durante la presentazione dei risultati, il management ha sottolineato l’assenza di esposizione a società software in crescita e il limitato impatto dei prestiti con interesse in natura o basati sul fatturato ricorrente annuale. Questa strategia differenziata sembra aver mitigato le pressioni di mercato che hanno colpito altri gestori di asset alternativi, confermando la capacità di Apollo di navigare un contesto di mercato complesso.
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