Gardant Sgr progetta piattaforma pan-europea per i fondi alternativi

Parla il CIO Alessandro Graziano: la società del gruppo doValue ha appena raggiunto un miliardo di masse in gestione su sei fondi di private debt

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Alessandro Graziano, Chief Investment Officer & Head of Fundraising di Gardant Investor SGR

Gardant Investor SGR, la società di gestione del risparmio che fa capo al gruppo doValue, sta valutando la costituzione di una piattaforma pan-europea per i fondi alternativi che attualmente sono a disposizione del mercato italiano. Lo ha detto Alessandro Graziano, da ottobre Chief Investment Officer & Head of Fundraising della società di gestione, in un’intervista a MF Milano Finanza.

La società ha appena raggiunto un miliardo di euro di masse su sei fondi di private debt. E, anche per effetto della recente acquisizione della tedesca coeo Group – il closing dell’operazione è ormai prossimo – fa parte di un gruppo internazionale destinato a breve a essere operativo in 13 Paesi europei. Vi sono così le condizioni per trarre vantaggio da un simile network operativo nei segmenti di investimento che rappresentano il core business della società. Tra questi c’è il direct lending immobiliare.

«Veniamo da un mondo, quello fino alla crisi del 2009, in cui – ha spiegato Graziano – il credito corporate e real estate, in Italia e in Europa, era tendenzialmente dominato dalle banche. Gli interventi della Banca Centrale Europea e le restrizioni imposte post-crisi hanno creato l’opportunità per fondi di investimento alternativi di fornire finanza in aggiunta alle banche. Credo che le aziende che ricorrono agli strumenti di credito che mettiamo a disposizione apprezzino la nostra capacità di sbloccare in tempi ragionevolmente rapidi l’erogazione, ogni qual volta vediamo una vera opportunità nel settore e nel progetto che ci propongono».

Quanto, infine, al contesto che sta caratterizzando il settore dei crediti deteriorati in Italia, secondo Graziano «è difficile fare una stima sulla percentuale di default: certamente, se osserviamo il basso livello di crediti in sofferenza originati dalle banche negli ultimi anni, assistiamo a una fase stabile del ciclo, che, però, secondo me, evidenzia il vantaggio competitivo di doValue, rappresentato dall’opportunità di avere una Sgr in grado di operare in diversi Paesi e fasi del ciclo di mercato del credito non performing».

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