Gli enti locali dovranno obbligatoriamente rivolgersi ad Amco, la società pubblica di credit management, se la percentuale di riscossione dei crediti in conto residui relativa alle tasse non versate dai contribuenti sarà inferiore al 17,5% negli ultimi tre anni “antecedenti la data di scadenza dei contratti in essere” con gli attuali concessionari della riscossione (Agenzia delle Entrate o privati). Lo dispone la bozza di decreto del ministero dell’Economia (Mef) attuativa delle disposizioni dell’ultima legge di Bilancio che intendono favorire l’attribuzione ad Amco delle attività di riscossione. Il passaggio delle consegne – ha precisato la legge – sarà facoltativo ma diverrà obbligatorio per quelle amministrazione che non saranno in grado di esibire un livello considerato sufficiente di recuperi erariali. La percentuale minima dovrà appunto fissarla il decreto del Mef che, a termini di legge, avrebbe dovuto essere emanato entro febbraio. Il Sole 24 Ore, nel riferire i contenuti della bozza in discussione precisa che la percentuale “può ovviamente cambiare, come sempre capita nelle bozze con parametri di questo genere”.
Per le amministrazioni che non saranno in grado di raggiungere la percentuale minima di riscossione – è ancora detto nella bozza di decreto – il ricorso ad Amco, per cinque anni rinnovabili per altri cinque, dovrà riguardare “la totalità delle entrate tributarie e patrimoniali dell’ente”. Al riguardo va osservato che spesso gli enti locali affidano ai concessionari solo una parte dei crediti non riscossi (ad esempio quelli relativi all’Imu). Con il passaggio ad Amco il trasferimento sarà invece integrale.
La bozza di provvedimento regola anche i rapporti tra Amco ed i servicer privati cui la società pubblica potrà affidare una quota delle attività di riscossione. Sul punto la bozza di decreto precisa che le relazioni saranno regolate da “contratti-tipo predisposti da Amco” che dovranno indicare anche “obblighi di servizio e livelli di performance, inclusi tempi di recupero e tempi medi di lavorazione”.
Infine la bozza del decreto visionata dal giornale contiene anche previsioni sugli aggi che gli enti locali saranno chiamati a versare. Se la riscossione non arriva all’8% il corrispettivo si attesterà all’1% delle somme recuperate per salire al 9% se le somme incassate saranno tra l’8 ed il 14,99 per cento.
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