Criptovalute, Oam lascia il registro Vasp: stop alla banca dati sulle transazioni

Con l’entrata in vigore del regolamento MiCAR, cessano flussi informativi nazionali. Richieste delle autorità aumentate del 300% in due anni.

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Con l’entrata in vigore del regolamento europeo MiCAR, l’Organismo Agenti e Mediatori (Oam) conclude l’esperienza nella gestione del registro degli operatori in criptovalute, funzione attribuita dalla normativa italiana quattro anni fa, e si interrompe la raccolta della banca dati sulle transazioni attiva fino al 30 settembre 2025. Secondo quanto riferisce Radiocor, il presidente Francesco Alfonso ha espresso rammarico per la perdita di uno strumento informativo ritenuto utile, nell’immediatezza, alle verifiche antiriciclaggio della Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia e delle forze di polizia, precisando l’assenza di intenti polemici.

Nel biennio 2023-terzo trimestre 2025, periodo di piena operatività del registro Vasp, le richieste di informazioni da parte della Guardia di Finanza, delle altre forze di polizia e delle autorità sono cresciute del 300%, anche grazie al sistema informativo introdotto dal decreto Mef del 2022 e al protocollo d’intesa con le Fiamme Gialle.

L’Italia disponeva di un modello informativo unico in Europa, che prevedeva la trasmissione obbligatoria di dati su numero e caratteristiche anagrafiche dei clienti, volumi e controvalori delle conversioni tra euro e valute virtuali, consentendo analisi sulla distribuzione geografica dei detentori di cripto-attività.

Con il nuovo quadro europeo, i Vasp si sono trasformati in Casp, abilitati a operare con passaporto europeo e iscritti al registro dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), che tuttavia non prevede la raccolta e la trasmissione dei dati sull’operatività come avveniva a livello domestico. Secondo Alfonso, il regolamento rafforza le tutele per il consumatore europeo ma non interviene direttamente sul contrasto al riciclaggio, che ora si baserà sullo scambio di informazioni tra le Financial Intelligence Unit europee. Al picco di 166 operatori iscritti nel registro Vasp ne restano 35 in attività fino alla scadenza del 30 giugno, mentre in Italia risultano già operativi 87 Casp che hanno superato i requisiti di professionalità previsti dal nuovo quadro normativo.

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