Il Tribunale di Mantova, con una decisione del 4 febbraio 2026, chiarisce il ruolo delle misure protettive nella composizione negoziata. Servono a proteggere le trattative e a evitare azioni individuali dei creditori che potrebbero far saltare il risanamento, spiega un articolo de Il Sole 24 Ore. Nel caso esaminato, l’impresa ha fermato temporaneamente l’attività. Una scelta mirata a ridurre le perdite e preservare il valore aziendale. Il giudice ha ritenuto questa pausa compatibile con le misure, a patto che non si tratti di liquidazione.
Altro chiarimento importante. Il piano non deve essere completo fin da subito, deve però essere credibile e coerente con l’obiettivo di uscire dalla crisi. In questa fase conta la direzione, non ogni dettaglio. Verificati i presupposti, il tribunale ha confermato le tutele richieste. Ha poi affrontato il tema della garanzia pubblica. Stop all’escussione da parte di Mediocredito Centrale.
Il motivo è pratico. L’escussione avrebbe complicato tutto. Il debito sarebbe diventato più rigido, con meno spazio per gli altri creditori e trattative più difficili. Respinta invece un’altra richiesta. Il blocco dei pagamenti a valle è stato considerato inutile, perché il divieto principale era già sufficiente. In sintesi, la linea è chiara. Le misure protettive servono a tenere in piedi il negoziato e a dare tempo all’impresa di rimettersi in carreggiata.
Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/











