HomeDal Mondo degli NPEBancheMutui 2026, domanda in calo dopo il boom delle surroghe nel 2025

Mutui 2026, domanda in calo dopo il boom delle surroghe nel 2025

Secondo il Barometro Mutui CRIF, nel primo trimestre del 2026 la domanda di mutui delle famiglie italiane registra una contrazione del 12,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che segnala un raffreddamento del mercato, dopo un 2025 caratterizzato da una dinamica decisamente più vivace e in parte eccezionale.

Il confronto va letto con attenzione: il calo del 2026 arriva infatti dopo trimestri in cui la domanda era cresciuta su livelli superiori sia al 2023 sia al 2024. In particolare, il 2025 si era distinto per l’exploit delle surroghe, aumentate del 25,1%, e per la crescita dei nuovi mutui erogati del 15,1%. Da ottobre, però, il trend si è progressivamente indebolito, con una riduzione delle surroghe che ha perso 9,2 punti percentuali nell’ultimo trimestre, segnale di un aggiustamento ormai in corso.

Il quadro resta influenzato dal contesto macroeconomico. «Le forti tensioni geopolitiche stanno minando le prospettive di crescita, alimentando il rischio di una frenata dei mercati. Questa complessa congiuntura pone le famiglie in una situazione di incertezza e di prudenza nel richiedere finanziamenti di lungo periodo; così come, analogamente, il perdurare delle tensioni sui costi delle materie prime energetiche fa ipotizzare un rialzo dell’inflazione, il che genera incertezza nelle modalità di definizione dei tassi di interesse. È una situazione che abbiamo visto sovente in questi ultimi anni. Oggi, quasi nove mutui su dieci (86%) vengono stipulati a tasso fisso, una scelta che riguarda sia i nuovi contratti sia le surroghe. A spingere i consumatori verso questa soluzione sono le condizioni di mercato favorevoli, che offrono la sicurezza di un canone costante nel tempo», osserva Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

Nonostante la frenata delle richieste, l’importo medio continua a salire e raggiunge 161.059 euro nel primo trimestre 2026, in crescita del 4,8% su base annua. Si tratta del livello più elevato degli ultimi dieci anni, a conferma di un mercato in cui il fabbisogno finanziario delle famiglie resta elevato, anche a fronte di una domanda meno intensa.

La distribuzione delle richieste resta piuttosto stabile. Le fasce 100.000–150.000 euro e 150.000–300.000 euro rappresentano insieme oltre il 60% del totale, mentre le durate lunghe si confermano predominanti: il 43,5% dei mutui si concentra infatti tra i 25 e i 30 anni. Una scelta che riflette la necessità di diluire nel tempo importi medi sempre più elevati, contenendo l’impatto delle rate sui bilanci familiari.

Anche la struttura per età non mostra variazioni significative. Il segmento 35–44 anni resta nettamente prevalente con il 47,7% delle richieste, seguito dai 25–34 anni. Si tratta di una fotografia coerente con la domanda abitativa italiana, ancora fortemente concentrata nelle fasce centrali della popolazione attiva.

Nel complesso, il Barometro Mutui CRIF evidenzia un mercato che si sta normalizzando dopo la fase espansiva del 2025. La contrazione della domanda convive con importi medi in crescita e con una preferenza consolidata per il tasso fisso, mentre il progressivo ridimensionamento delle surroghe suggerisce la fine della fase di ottimizzazione del debito delle famiglie. Un equilibrio diverso, che avrà riflessi anche sulla dinamica del credito nei prossimi trimestri.

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/

ARTICOLI CORRELATI

ALTRO DALLA CATEGORIA