Nel mese di marzo, i dati diffusi dalla BCE confermano un quadro di costo del credito ancora rigido per le imprese dell’area euro, con il tasso composito sui nuovi prestiti salito al 3,59%, in aumento di 8 punti base, riferisce Radiocor.
Per le famiglie, invece, il segmento mutui resta sostanzialmente fermo al 3,35%, segnale di una trasmissione della politica monetaria che procede in modo disomogeneo tra i diversi comparti.
Sul fronte della raccolta bancaria, si registra un lieve aggiustamento al rialzo per i depositi delle imprese a termine, che raggiungono l’1,96%, mentre resta stabile lo 0,54% sui conti overnight.
Per le famiglie, i tassi restano sostanzialmente fermi, con rendimenti ancora bassi e una forte propensione alla liquidità. Per le imprese, invece, il costo del credito rimane elevato, con effetti sulla domanda e una maggiore selettività da parte delle banche, soprattutto sui segmenti più ciclici.
Nel complesso, il sistema bancario europeo beneficia ancora dei margini d’interesse, ma la stretta creditizia pesa sui volumi e può riflettersi sulla qualità degli attivi. L’attenzione si concentra quindi sul rischio di nuova formazione di deteriorati nei portafogli corporate più esposti al ciclo e al costo del finanziamento.
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