Gli assegni rappresentano uno strumento sempre più residuale per trasferire il denaro. Se ancora c’era bisogno di una conferma, questa è venuta dalla Banca d’Italia, che ha inaugurato una nuova serie delle sue collane statistiche dedicata ai sistemi di pagamento. Ebbene, nel 2025 sono stati staccati in Italia appena 51 milioni di assegni, il che significa 141 mila in media al giorno, domeniche comprese. I più giovani non li hanno mai usati, molti non li hanno neanche mai visti poiché, per giunta, molte banche li hanno ormai eliminati tra gli strumenti di pagamento a disposizione della clientela.

La novità non è soltanto l’addio all’assegno. In un sistema in cui, dal 2018, sono cresciute le transazioni effettuate con strumenti alternativi al contante (passate da un volume di circa 6 miliardi di operazioni nel 2018 a oltre 16 miliardi nel 2025, grazie soprattutto alla spinta del periodo Covid e post pandemia), spicca la crescita del bonifico.
Anche quest’ultimo strumento, comunque, sta cambiando grazie alle modifiche delle regolamentazioni a livello europeo: le operazioni istantanee sono aumentate in maniera sensibile. Se infatti, nel quarto trimestre del 2022, su 265 milioni di bonifici effettuati, 250 milioni erano standard e solo 15 milioni erano in modalità istantanea, nello stesso periodo del 2025, su 347 milioni di bonifici totali, quelli istantanei sono arrivati a sfiorare i 100 milioni.

Ancora elevato è poi il ricorso alle carte (di debito e prepagate), che l’anno scorso hanno assorbito più del 71% dei pagamenti alternativi al contante. Non si arresta neanche l’ascesa dei pagamenti al Pos con lo smartphone. Nell’ultimo trimestre del 2025, il totale delle operazioni è di 635 milioni. In lieve calo rispetto ai tre mesi precedenti, ma superiore al primo semestre dell’anno. Il controvalore, peraltro, è salito da 19,1 a 19,8 miliardi di euro.
E il contante? Diminuiscono, ma non crollano i prelievi. Nel 2025 sono stati effettuati agli Atm o agli sportelli bancari per un valore totale di 339 miliardi di euro. L’anno precedente erano 352 miliardi. Numeri che si riflettono anche nel numero delle operazioni, passate da 1.112.676 a 1.060.461. Il canale privilegiato restano, appunto, gli Atm, dove si usano carte di debito o credito (circa due terzi del totale).
Se questa è la fotografia attuale dei sistemi di pagamento, l’istantanea tra qualche anno potrebbe cambiare significativamente. Se la tabella di marcia dei regolatori rimarrà invariata, all’inizio del 2029 debutterà l’euro digitale, destinato a prendere il posto, almeno in parte, delle attuali carte di credito almeno fino all’importo (circa 3mila euro) che, secondo le attuali indiscrezioni, i correntisti europei avranno a disposizione nei loro borsellini elettronici.
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