I fallimenti aumentano, ma i tribunali stanno diventando più efficienti nel gestire le procedure. È quanto emerge dall’Osservatorio realizzato da Berry Srl – riferisce Il Sole 24 Ore – che ha analizzato l’attività dei tribunali fallimentari nazionali nel periodo gennaio-aprile 2026. Le liquidazioni giudiziali sono in crescita dell’8% rispetto al primo quadrimestre 2025, mentre le procedure definite crescono del 15%.
Nel complesso, nel primo quadrimestre 2026, sono state chiuse 4.757 procedure a fronte di 3.526 nuove iscrizioni. In pratica, si chiude più di quanto si apre, con un «clearance rate» (tasso di ricambio) positivo del 35 per cento. I dati raccolti dall’Osservatorio si concentrano sulle prime venti sezioni dei tribunali fallimentari per volume di attività, analizzando un ampio spettro di indicatori chiave.
A livello di volumi, Roma e Milano si confermano i due principali poli giudiziari del Paese. Il primo quadrimestre 2026 evidenzia un rafforzamento del peso di Roma: la Capitale registra 420 nuove iscrizioni e 498 procedure definite, ampliando il divario rispetto a Milano, che conta 291 nuove iscrizioni e 384 definizioni.
Entrambe le sedi mostrano un saldo positivo tra chiusure e aperture, confermando una capacità di smaltimento superiore ai nuovi flussi in ingresso. Tra i tribunali che evidenziano la maggiore capacità di smaltimento spiccano Catania, Firenze e Venezia. Il Tribunale di Catania si classifica al primo posto per efficienza: 119 procedure definite a fronte di 33 nuove iscrizioni, con un clearance rate del 261 per cento.
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