Nel primo semestre del 2026 la Svizzera ha registrato un aumento sia delle nuove imprese sia dei fallimenti. Lo ha comunicato – scrive Ticino News – la società di informazioni economiche Creditreform, che per l’intero anno prevede una crescita netta negativa.
Nei primi sei mesi dell’anno sono state iscritte al Registro di commercio 28.516 nuove aziende, un dato in aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso lasso di tempo, però, sono aumentate anche le cancellazioni, cresciute del 5,2% a 18.458. La progressione netta del numero di imprese, con poco più di 10.000 nuove iscrizioni, ha registrato così una flessione del 2,0%.
Nel primo semestre hanno depositato i bilanci per insolvenza – cioè per incapacità a far fronte ai pagamenti – 7.222 aziende, ossia il 59,3% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa. A queste chiusure vanno aggiunte quelle per lacune nell’organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni), salite del 18,9% a 1.815. Il numero complessivo dei fallimenti di imprese si attesta così a 9.037 (+49,1% su base annua).
Un incremento così consistente va messo in relazione alla riforma della Legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LEF), in vigore dal 1° gennaio 2025, che ha esteso ai creditori pubblici la possibilità di avviare il fallimento per imposte e contributi non pagati, mentre in precedenza si procedeva soprattutto con il pignoramento. Il cambiamento ha accelerato l’emersione di insolvenze già presenti nel sistema, più che riflettere un deterioramento congiunturale improvviso.
Per l’intero anno, Creditreform prevede un aumento dell’1,3% delle creazioni di nuove imprese, fino a 56.400, mentre i fallimenti dovrebbero raggiungere quota 35.800, con un incremento del 5,6% su base annua.
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