Il trasferimento della ricchezza dai baby boomer alle generazioni più giovani potrebbe rappresentare uno dei principali driver di crescita per le neobanche nel prossimo ventennio. Il report «Future of Banking: Neobanks Come of Age» di S&P Global analizza l’evoluzione del modello di business degli operatori digitali e il loro posizionamento rispetto alle banche tradizionali, spiega l’ANSA.
Secondo gli analisti, il settore ha raggiunto una fase di maggiore maturità. Le principali neobanche europee hanno dimostrato di poter sviluppare modelli di business più sostenibili, rafforzando le capacità di gestione del rischio e ampliando progressivamente la gamma dei servizi offerti. Rimane però un limite strutturale: per molti clienti questi operatori continuano a rappresentare un conto secondario, mentre le attività a più elevato valore aggiunto, come il credito ipotecario, gli investimenti e il wealth management, restano prevalentemente concentrate presso gli istituti tradizionali.
È proprio su questo fronte che S&P individua il principale potenziale di sviluppo. In base ai dati di UBS richiamati nel rapporto, la generazione dei baby boomer, nata tra il 1946 e il 1964, deteneva, a fine 2024, circa 83 mila miliardi di dollari di patrimonio, pari al 51% della ricchezza globale. Nei prossimi 20-25 anni una parte rilevante di questi asset sarà trasferita agli eredi, appartenenti a generazioni generalmente più orientate verso l’utilizzo di servizi finanziari digitali. Nei principali mercati europei – Germania, Francia, Regno Unito e Italia – il patrimonio interessato dal ricambio generazionale è stimato in circa 2 mila miliardi di dollari.
Per le neobanche, tuttavia, intercettare questi flussi richiederà un’evoluzione dell’offerta. L’espansione nei servizi di investimento, nella gestione patrimoniale e nel credito sarà determinante per aumentare la redditività e consolidare il rapporto con la clientela, trasformando il conto digitale da prodotto complementare a relazione bancaria principale.
Il report evidenzia anche come il vantaggio competitivo delle fintech si sia progressivamente ridotto. Negli ultimi anni gli istituti tradizionali hanno accelerato gli investimenti nella digitalizzazione e stanno integrando l’intelligenza artificiale nei processi operativi, nella relazione con i clienti e nelle attività di gestione del rischio. Parallelamente, le neobanche hanno dovuto incrementare il costo della raccolta per costruire una base di depositi più stabile, elemento essenziale per sostenere l’espansione dell’attività creditizia.
Tra le direttrici di sviluppo individuate da S&P rientrano, inoltre, l’espansione internazionale e l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo gli analisti, queste tecnologie potranno migliorare la valutazione del rischio di credito, il contrasto alle frodi e, di conseguenza, la qualità degli attivi, contribuendo a sostenere una crescita redditizia in un contesto competitivo sempre più maturo.
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