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BCE ed ESRB chiedono alle banche di accelerare sulla cybersicurezza nell’era dell’IA

La vigilanza europea sollecita piani d’azione entro ottobre e maggiori investimenti ICT per contenere i rischi sistemici legati agli attacchi cyber

La Banca centrale europea e l’European Systemic Risk Board hanno invitato le principali banche dell’Unione a rafforzare con urgenza le proprie difese informatiche, alla luce dell’accelerazione che l’intelligenza artificiale sta imprimendo agli attacchi cibernetici. Lo scrive Il Sole 24 Ore, spiegando che la presidente del Consiglio di vigilanza della BCE, Claudia Buch, ha inviato una lettera agli amministratori delegati degli istituti sottoposti alla supervisione europea, chiedendo la presentazione, entro ottobre, di un piano d’azione accompagnato da un budget dedicato agli investimenti in cybersicurezza.

L’allarme non riguarda la natura dei rischi, già noti al settore, ma la loro evoluzione. I nuovi modelli di IA rendono gli attacchi più rapidi, sofisticati ed efficaci, comprimendo drasticamente i tempi di reazione delle banche. Secondo la BCE, attività che in passato potevano richiedere settimane o mesi dovranno essere gestite in poche ore, se non in minuti, perché il tradizionale margine temporale per individuare e correggere le vulnerabilità si è ridotto sensibilmente.

L’ESRB ha accompagnato il richiamo con un warning di 24 pagine volto ad aumentare la consapevolezza sui rischi sistemici connessi alla cybersecurity. Il documento evidenzia come un istituto meno preparato possa diventare un punto di vulnerabilità per l’intero sistema finanziario europeo, con possibili effetti di contagio.

Le autorità europee hanno individuato tre principali asimmetrie che amplificano il rischio: la dipendenza dell’Unione da modelli di IA avanzati sviluppati fuori dall’Europa; il vantaggio operativo di chi attacca rispetto a chi difende; e il divario tra grandi istituti, dotati di maggiori risorse, e operatori finanziari più piccoli.

Per la vigilanza europea, la risposta dovrà passare da una maggiore cooperazione tra banche e autorità, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza dell’infrastruttura ICT del sistema finanziario e ridurre il rischio che un incidente informatico possa trasformarsi in un problema di stabilità sistemica.

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