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Bff Bank: ispezione Bankitalia chiusa con giudizio “sfavorevole”

Il rapporto finale ha evidenziato la necessità di rettifiche aggiuntive, con una riduzione del CET1 di 17 milioni di euro e un impatto sul CET1 ratio parzialmente compensato dalla diminuzione degli attivi ponderati per il rischio

Com’era largamente previsto, l’ispezione della Banca d’Italia su Bff Bank si è conclusa con un giudizio «sfavorevole», sancito dal rapporto finale di cui ha dato notizia la stessa banca con un comunicato. Il documento di vigilanza – è la novità – ha evidenziato la necessità di «rettifiche di credito aggiuntive, riconducibili a fatture antecedenti al 2016 e alla classificazione di taluni ospedali pubblici polacchi», che comportano una riduzione del capitale Common Equity Tier 1 per circa 17 milioni di euro, con un impatto sul CET1 ratio parzialmente compensato da minori attivi ponderati per il rischio (RWA) per circa 25 milioni di euro. Tra i punti specifici messi sotto osservazione, ha spiegato un articolo de Il Messaggero, figurerebbero circa 10 milioni di euro di crediti nei confronti di un ospedale nei pressi di Varsavia, per i quali è stata richiesta una verifica contabile anche in relazione alla congruità degli accantonamenti.

Non è stato precisato quale sarà l’effetto delle nuove rettifiche sui ratio patrimoniali dell’istituto di credito, giunti in prossimità dei livelli minimi per effetto delle ingenti rettifiche sul portafoglio crediti imposte dalla stessa Banca d’Italia nei mesi scorsi. A fine dicembre 2025 il CET1 ratio della banca risultava pari al 9,94%, rispetto al livello minimo (SREP) del 9,80% stabilito da Via Nazionale, mentre il Total Capital Ratio era al 12,31%, a fronte di un requisito minimo del 13,30%. I valori erano migliorati al termine del primo trimestre 2026 grazie a un andamento favorevole dei conti. La relazione trimestrale riportava infatti un CET1 ratio dell’11,00% rispetto a un requisito minimo del 9,86% e un Total Capital Ratio del 13,41% rispetto al 13,36% richiesto.

Per uscire dalla precarietà della propria situazione, attestata anche dalla permanenza di due commissari straordinari in affiancamento al consiglio di amministrazione, Bff Bank è alla ricerca di un partner e punta a dismettere un portafoglio di crediti deteriorati pari a circa 1,2 miliardi di euro. Queste esposizioni incidono sul conto economico e sui coefficienti patrimoniali per effetto della normativa sul calendar provisioning, che da quest’anno ha iniziato a produrre effetti anche sugli istituti di credito di minori dimensioni e che entrerà pienamente a regime dal 2028. La disciplina impone alle banche di svalutare i crediti deteriorati secondo un preciso «calendario», senza considerare eventuali margini di flessibilità legati alle effettive capacità di recupero. Il tema è particolarmente rilevante per Bff Bank, specializzata nel recupero dei crediti verso la pubblica amministrazione, in particolare le aziende sanitarie, assistiti da una garanzia pubblica. Se correttamente classificati, tali crediti sono infatti destinati a essere rimborsati.

Quanto ai possibili acquirenti, secondo Il Messaggero sarebbero già arrivate offerte da Cerberus e Banca CF+. Sul dossier sarebbe inoltre pronto a muoversi un tandem formato da Banco BPM e Amco, la società di credit management del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come già riferito nei giorni scorsi, Banco BPM sarebbe interessato alle attività di pagamenti e di securities services di Bff Bank, mentre Amco guarderebbe al factoring e alla gestione dei crediti deteriorati.

Infine, a fine giugno, Morningstar DBRS ha confermato il Long-Term Issuer Rating della banca a «BB (low)», mantenendo l’outlook negativo. Contestualmente ha comunicato la chiusura del servizio di rating con l’emittente, ritirando tutti i rating di credito assegnati a Bff Bank.

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