Le Fondazioni di origine bancaria rafforzano il loro ruolo di sostenitori dei territori. Secondo il Trentunesimo Rapporto annuale Acri, nel 2025 l’attività erogativa ha raggiunto 1,42 miliardi di euro, in crescita del 30,4% rispetto all’anno precedente e al livello più alto degli ultimi 17 anni. Le risorse hanno finanziato 26.063 iniziative, con un importo medio di circa 54.600 euro.
Il welfare si conferma il principale ambito di intervento, con 421,6 milioni di euro, pari al 29,6% delle erogazioni complessive. Tra i settori più finanziati figurano anche arte e cultura (299,2 milioni), educazione e formazione (252,3 milioni), volontariato e beneficenza (242,9 milioni) e sviluppo locale (219,6 milioni).
«L’attenta e lungimirante gestione dei patrimoni, insieme alla prudente diversificazione degli investimenti, continua a garantire risultati positivi che si traducono in maggiori risorse per sostenere progettualità sui territori», ha dichiarato Giovanni Azzone, presidente di Acri.
Le Fondazioni mostrano una crescente capacità di attivare partnership: nel 2025 quasi la metà delle erogazioni, il 46,2%, è stata realizzata attraverso forme di cofinanziamento con altri soggetti. Il Terzo settore si conferma il principale interlocutore, destinatario del 75,6% delle risorse, mentre il 24,4% è stato destinato a soggetti pubblici.
Sul fronte patrimoniale, il sistema mantiene una posizione solida. Il patrimonio contabile complessivo delle 84 Fondazioni ha raggiunto 43,7 miliardi di euro, in aumento del 2,8% rispetto al 2024. I proventi sono saliti a 3,27 miliardi di euro (+12,5%), mentre l’avanzo di esercizio si è attestato a 2,39 miliardi di euro, in crescita del 14%.
La redditività lorda del patrimonio è salita al 7,5%, rispetto al 6,8% dell’anno precedente, mentre il fondo di stabilizzazione delle erogazioni ha raggiunto quasi 2,9 miliardi di euro, garantendo un margine di continuità per l’attività istituzionale.
«Il risultato particolarmente significativo dell’attività erogativa testimonia la capacità delle Fondazioni di trasformare la gestione dei patrimoni in interventi concreti per le comunità», ha aggiunto Azzone. Il quadro delineato dal rapporto conferma quindi un modello fondato sull’equilibrio tra tutela del patrimonio e capacità di intervento: una gestione finanziaria solida che consente alle Fondazioni di mantenere un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo sociale e territoriale.
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