Nel primo semestre 2026 è aumentata la platea degli italiani che ricorrono al credito. Secondo la Mappa del Credito di CRIF, il 60,7% della popolazione maggiorenne aveva almeno un contratto di credito rateale attivo, contro il 59,6% di un anno prima. La crescita dell’1,8% si è accompagnata a una ripresa dell’indebitamento medio.
L’esposizione residua pro capite, cioè l’importo ancora da rimborsare per estinguere i finanziamenti in essere, è salita a 32.899 euro, con un incremento del 4% su base annua. Anche la rata media mensile è cresciuta, raggiungendo 285 euro (+2,5%).
La composizione del credito ha mostrato una progressiva crescita del peso di mutui e prestiti personali. I mutui rappresentavano il 23,9% dei finanziamenti attivi, i prestiti personali il 30,4%, mentre i prestiti finalizzati, pur restando la forma più diffusa, sono scesi al 45,7%.
Per i mutui la rata media è rimasta poco sotto i 600 euro, mentre l’esposizione residua ha superato i 99.500 euro. Nei prestiti finalizzati la rata si è attestata a 139 euro e l’esposizione residua è aumentata del 7,7%, pur rimanendo sotto i 6.000 euro. I prestiti personali hanno registrato una rata media di 259 euro e un’esposizione residua di circa 16.400 euro.
«Oggi oltre sei adulti su dieci hanno almeno un finanziamento in corso e l’esposizione residua media sfiora i 32.900 euro», ha commentato Beatrice Rubini, Direttrice della linea Mister Credit di CRIF. Rubini ha poi spiegato che il credito continua a sostenere soprattutto le esigenze legate alla casa, che rappresentano il 42,8% delle finalità di spesa, seguite dai mezzi di trasporto (30,6%) e da elettronica ed elettrodomestici (17,9%).
Sul fronte della qualità del credito, i dati non hanno evidenziato per ora un deterioramento marcato. La rilevazione di Assofin, CRIF e Prometeia ha indicato un rischio di credito dell’1,5% a marzo 2026 per il complesso dei prestiti alle famiglie. Le politiche di concessione sono rimaste prudenti, anche in relazione all’incertezza economica e geopolitica.
Il quadro territoriale è risultato molto differenziato. La Toscana ha registrato la maggiore quota di popolazione con almeno un rapporto di credito attivo, pari al 69,2%, seguita da Lazio (67,4%) e Valle d’Aosta (66,5%). Il valore più basso è stato rilevato in Trentino-Alto Adige, al 37,9%.
La stessa regione ha però guidato la classifica per esposizione residua, con 57.793 euro per persona, in aumento rispetto ai 49.226 euro del 2025. Seguivano Lombardia, con 41.825 euro, Veneto con 40.389 euro ed Emilia-Romagna con 40.053 euro. All’estremo opposto si trovava la Calabria, con 19.647 euro.
Nel complesso, l’aumento della quota di popolazione che utilizza il credito e la crescita dell’esposizione residua si sono accompagnati a livelli di rischiosità ancora contenuti. Per gli intermediari, il dato da monitorare resta quindi la capacità delle famiglie di sostenere l’incremento degli impegni finanziari, soprattutto qualora il maggiore ricorso al credito dovesse coincidere con un peggioramento del reddito disponibile.
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