In Germania, i fallimenti aziendali continuano ad aumentare. A luglio, 2.373 imprese hanno presentato istanza di insolvenza, con un incremento dell’8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sono gli effetti della stagnazione economica, dell’aumento dei costi energetici e del lavoro, in aggiunta agli ostacoli burocratici, che, segnala Azer News, continuano a mordere sul tessuto produttivo del Paese. Secondo l’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis), il dato di luglio è stato tra i più alti registrati mensilmente da luglio 2013, quando 2.459 imprese dichiararono fallimento. Tra gennaio e luglio 2026, il numero di fallimenti aziendali è aumentato del 6,9% su base annua, raggiungendo quota 15.185.
Il valore complessivo dei crediti vantati dai creditori nei confronti delle imprese insolventi nei primi sette mesi dell’anno è ammontato a 21,9 miliardi di euro, in calo rispetto ai 31,8 miliardi di euro registrati nello stesso periodo del 2025. La diminuzione è stata attribuita alla minore dimensione media delle imprese risultate insolventi quest’anno.
In Germania, tra gennaio e luglio, si è registrata una media di 42,8 fallimenti aziendali ogni 10.000 imprese. Il settore dei trasporti e dello stoccaggio ha registrato il tasso più elevato, con 85,5 fallimenti ogni 10.000 imprese. Il tasso si è attestato a 70 nel settore alberghiero e a 62,9 in quello delle costruzioni.
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