HomeDal Mondo degli NPEBCEEuro digitale, quattro nodi da sciogliere per l’accordo Ue

Euro digitale, quattro nodi da sciogliere per l’accordo Ue

Cipollone indica commissioni, modalità di introduzione, distribuzione e obblighi di accettazione. Il trilogo punta a un’intesa entro fine anno

L’accordo europeo sull’euro digitale potrebbe arrivare entro la fine del 2026. Piero Cipollone, membro del board della Bce, ha indicato davanti al comitato esecutivo dell’Abi quattro questioni ancora aperte: le commissioni applicate agli esercenti, l’introduzione graduale dei pagamenti, la distribuzione del servizio e le eccezioni all’obbligo di accettazione.

Sul fronte delle commissioni, si valuta un tetto europeo che tuteli i piccoli commercianti senza peggiorare le condizioni dei grandi distributori.

La Bce prevede inoltre un avvio progressivo per consentire agli operatori di adeguare i sistemi. Resta il confronto sull’utilizzo delle app bancarie rispetto a un’app dell’Eurosistema e su quali esercenti potranno essere esentati dall’obbligo di accettazione.

La distribuzione coinvolgerà anche le persone senza conto bancario, per le quali gli Stati dovranno individuare i soggetti autorizzati a fornire il servizio. Il confronto tra banche e Bce riguarda anche il controllo delle transazioni e l’accessibilità dello strumento, con l’obiettivo di permetterne l’utilizzo a un’ampia platea di cittadini.

Cipollone ha inoltre invitato le banche a partecipare allo sviluppo della tokenizzazione, richiamando il progetto Pontes, che permetterà di regolare transazioni all’ingrosso basate su tecnologie di registro distribuito (DLT) con moneta di banca centrale.

In una successiva intervista a Mf, lo stesso Cipollone ha spiegato che l’euro digitale è funzionale ad assecondare il trend delle progressive transazioni elettroniche tra i cittadini del continente. «In Italia, per esempio», ha spiegato, «i pagamenti online sono passati, secondo gli ultimi dati disponibili, dal 6% circa del totale nel 2019 al 24% nel 2024. E mi aspetto che da allora siano ancora cresciuti».

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