Il sistema imprenditoriale italiano ha registrato un saldo positivo di 18.403 imprese tra luglio e settembre 2026, il risultato più alto per il terzo trimestre dal 2021. Secondo l’analisi Movimprese di Unioncamere e InfoCamere, le iscrizioni sono state 62.788, in aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 44.385 cessazioni. A fine settembre le imprese registrate erano 5.828.620.
La crescita è trainata dalle società di capitali, aumentate di 14.529 unità, pari al 79% del saldo complessivo. Positivo anche il bilancio delle ditte individuali (+5.030), mentre le società di persone hanno perso 1.342 unità.
Tra i settori, i contributi maggiori sono arrivati dalle costruzioni (+3.435 imprese), dall’alloggio e ristorazione (+3.389) e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.863). Le attività finanziarie e assicurative hanno registrato una crescita dell’1,49%, con 2.281 imprese in più. L’unico comparto in calo è stato quello delle attività estrattive, con 17 unità in meno.
Il saldo è positivo in tutte le macro-aree del Paese. Il Mezzogiorno registra l’incremento più consistente in valore assoluto, con 6.521 imprese, seguito dal Nord-Ovest con 4.979 e dal Centro con 4.114. Tra le regioni, la Lombardia guida per numero di nuove imprese (+3.852), davanti a Lazio (+3.035) e Campania (+2.632).
Nel comparto artigiano il saldo è positivo per 1.401 imprese, ma il tasso di crescita rallenta allo 0,11%, rispetto allo 0,15% del terzo trimestre 2025. A fine settembre risultavano registrate 1.225.910 imprese artigiane.
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