La sentenza del processo sui crediti deteriorati di Monte dei Paschi di Siena è attesa il prossimo 22 dicembre. Come riferisce Radiocor, la decisione arriverà quando il termine di prescrizione del presunto falso in bilancio relativo alla semestrale del giugno 2016 potrebbe essere già decorso.
La questione riguarda l’unico reato per il quale la Procura di Milano ha chiesto una condanna. A settembre i pubblici ministeri Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda hanno sollecitato tre anni di reclusione per l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola e l’ex presidente Massimo Tononi. Secondo l’accusa, la prescrizione maturerà nei prossimi giorni; le difese sostengono invece che il termine sia già scaduto, sulla base di un diverso calcolo.
La prescrizione estingue il reato per il decorso del tempo e non equivale a un’assoluzione nel merito. Sarà il tribunale a dover valutare la questione nella decisione finale, tenendo conto dei termini applicabili al caso.
Per gli altri reati contestati, i pm hanno chiesto l’assoluzione degli imputati, con motivazioni legate all’insussistenza del fatto, al mancato coinvolgimento o all’intervenuta prescrizione. La richiesta riguarda anche l’ex presidente di Mps Alessandro Profumo e l’ex dirigente Arturo Betunio.
Il procedimento di primo grado, le cui indagini sono iniziate circa dieci anni fa, riguarda la contabilizzazione dei crediti deteriorati (Npl) nei bilanci della banca tra il 2013 e il 2016. Nel corso degli anni sono confluiti nel processo i filoni d’indagine denominati «ter» e «quater».
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