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BCE, tassi invariati: lo shock energetico mette a rischio crescita e inflazione

Il Consiglio direttivo conferma i tassi al 2,50% sui depositi, al 2,65% sui rifinanziamenti principali e al 2,90% sui marginali. Lagarde lascerà la presidenza a febbraio 2027

La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse nella riunione del 29 ottobre, come previsto dai mercati. La decisione, spiega Teleborsa, arriva dopo il rialzo di 25 punti base deciso a settembre e in una fase caratterizzata dall’aumento dei prezzi dell’energia e da maggiori rischi per le prospettive economiche dell’area euro.

Il Consiglio direttivo ha segnalato che uno shock energetico più intenso e duraturo potrebbe alimentare l’inflazione e frenare la crescita, anche attraverso gli effetti indiretti sui prezzi. Finora, l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno mostrato reazioni significative.

La BCE ha rilevato anche un inasprimento delle condizioni di finanziamento dall’ultima riunione, destinato a incidere sull’andamento dei prezzi e sull’attività economica. I tassi restano al 2,50% sui depositi presso la banca centrale, al 2,65% sulle operazioni di rifinanziamento principali e al 2,90% su quelle marginali.

L’istituto ha confermato un approccio basato sui dati, con decisioni assunte riunione per riunione, senza preannunciare un percorso prestabilito per i tassi. La riunione è stata accompagnata anche dall’annuncio dell’uscita anticipata di Christine Lagarde, che lascerà la presidenza della BCE a febbraio 2027, prima della scadenza naturale del mandato prevista per ottobre dello stesso anno.

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