Abi, a febbraio 17,4 miliardi di sofferenze nette

Il rapporto mensile di aprile dell’Associazione bancaria italiana: ancora in calo in Italia i prestiti bancari e i tassi di interesse su questi ultimi

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Antonio Patuelli, presidente dell'Abi

A che livelli è il rischio di credito delle banche italiane? Secondo l’ultimo rapporto Abi di aprile appena diffuso, basato su dati della Banca d’Italia, le sofferenze nette (ovvero al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dagli istituti con proprie risorse) a febbraio 2024 sono state 17,4 miliardi di euro. A gennaio invece erano 17,5 miliardi.

Si tratta di un valore assai positivo se confrontato con il livello massimo toccato dalle sofferenze nette a novembre 2015: in quell’occasione avevano raggiunto 88,8 miliardi. Perciò rispetto ad allora il calo è di 71,5 miliardi. Se invece si considera il rapporto delle sofferenze nette sugli impieghi totali, quest’ultimo è all’1,03% a febbraio 2024. A gennaio di quest’anno era all’1,04%, mentre a novembre 2015 aveva raggiunto il 4,89%.

Scende la richiesta di prestiti

Il rallentamento della crescita economica – fa notare l’Associazione bancaria italiana – contribuisce a deprimere la domanda di prestiti: a marzo 2024 infatti, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,6% rispetto a un anno prima. A febbraio invece, avevano registrato un calo del 2,5% rispetto a febbraio 2023.

Anche i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento a marzo 2024 risultano in diminuzione: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è diminuito al 3,79%, rispetto al 3,89% di febbraio 2024 e rispetto al 4,42% di dicembre 2023. Va giù anche il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, scendendo al 5,26% dal 5,34% di febbraio 2024 e dal 5,45% di dicembre 2023. Nel complesso il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,79% dal 4,80% nel mese precedente.