Abi, a gennaio 17,5 miliardi di sofferenze nette

Il rapporto mensile di marzo dell’Associazione bancaria italiana: in calo i prestiti bancari e i tassi di interesse su questi ultimi

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Il presidente Abi Antonio Patuelli

Le sofferenze nette delle banche italiane (cioè al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati) a gennaio 2024 sono state pari a 17,5 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto ai 16,7 miliardi contabilizzati a dicembre. A delineare il quadro è l’Abi nel suo rapporto mensile di marzo sul sistema bancario italiano che si avvale dei dati forniti da Banca d’Italia.

L’ultimo dato, se posto a confronto con il livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto nel novembre 2015 (88,8 miliardi), evidenzia calo sostanziale di 71,3 miliardi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è all’1,04% a gennaio 2024.

In calo i prestiti bancari

Il calo dei volumi di credito va di pari passo con il rallentamento della crescita economica che contribuisce a deprimere la domanda di prestiti, fa sapere l’Abi: a febbraio 2024, infatti, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,7% rispetto a un anno prima, mentre a gennaio 2024 avevano registrato un calo del 2,6%, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 4,0% e quelli alle famiglie dell’1,3%.

Giù i tassi di interesse sui prestiti

Il mese scorso i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento hanno fatto rilevare una diminuzione: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è diminuito al 3,90% (rispetto al 3,98% di gennaio 2024 e al 4,42% di dicembre 2023), il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 5,37% (dal 5,48% di gennaio 2024 e dal 5,45% di dicembre 2023), infine il tasso medio sul totale dei prestiti sottoscritti negli anni è stato del 4,78% come nel mese precedente.