La Campania è divenuta la seconda regione italiana in cui Banca AideXa è maggiormente presente per numero di clienti. Con oltre 960 imprese finanziate e 175 milioni di euro erogati dal 2020, la banca fintech ha raggiunto un risultato che – sottolinea un comunicato – riflette tanto la capacità di penetrazione del suo modello di business quanto «la vivacità di un tessuto imprenditoriale locale con una domanda di credito strutturata e crescente».
AideXa sopperisce anche alla progressiva rarefazione di sportelli bancari nel Mezzogiorno: circa 50.000 imprese campane hanno sede in comuni senza sportelli bancari.
Le imprese campane finanziate da AideXa hanno in media 15 dipendenti, un fatturato di 2,7 milioni di euro e 11 anni di attività. Dal punto di vista geografico, la domanda di finanziamento si concentra principalmente nelle province di Napoli (62%), Salerno (15%) e Caserta (15%), con una presenza significativa anche ad Avellino (5%) e Benevento (3%). Il credito viene utilizzato soprattutto per esigenze di liquidità operativa (51%) e per investimenti produttivi (36%).
L’analisi settoriale evidenzia una forte rappresentazione dei comparti che costituiscono l’ossatura economica regionale: costruzioni (11%), trasporti (8%), alimentare (6,8%) e ristorazione (4,7%) sono i principali settori finanziati da Banca AideXa in questi anni. Si tratta di settori che generano valore, occupazione e continuità produttiva.
La capacità di AideXa di servire un maggior numero di clienti in Campania poggia su due aspetti. Da un lato, un processo di valutazione interamente digitale ed erogazione in 20 giorni, che abbatte le barriere di accesso tradizionali. Dall’altro, una rete capillare di agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi che opera sul territorio e accompagna l’imprenditore nel processo.
La gran parte dei crediti erogati da AideXa è assistita da una garanzia pubblica. Questo aspetto ha consentito alla banca di limitare nel 2025 gli accantonamenti sui crediti deteriorati al 2,83%, nonostante un incremento dell’NPL ratio lordo (all’11,77% dal 9,38% del 2024) e netto (al 9,82% dal 7,60% del 2024), che si collocano su livelli significativamente più alti rispetto alla media del sistema creditizio.
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