Le offerte per l’acquisto di due rami d’azienda di Banca Ifis (Ifis Npl Investing Spa e Ifis Npl Servicing Spa) dovrebbero aggirarsi tra 1,1 e 1,3 miliardi di euro. Lo ha scritto Il Sole 24 Ore in un articolo di analisi sulla complessa situazione che sta attraversando la banca della famiglia Fürstenberg, oggetto di un’ispezione della Banca d’Italia conclusasi con un giudizio «parzialmente sfavorevole». L’offerta è inferiore alle aspettative della banca venditrice che – scrive il giornale – punta alla cifra tonda: 1,5 miliardi. In dettaglio – precisa l’articolo – secondo le stime della capogruppo il valore del ramo Investing sarebbe intorno al 1.050.000.000 euro, mentre il Servicing (che ha in carico oltre un milione di posizioni creditorie aperte) sarebbe valutato intorno ai 450 milioni. In termini nominali il valore facciale complessivo è stimabile in oltre 17 miliardi. La cessione dei due rami d’azienda sancirà la definitiva uscita di Banca Ifis dal suo core business (il credito deteriorato), che da solo contribuiva al 50% dei ricavi, mentre il 35% deriva dai margini della banca commerciale tradizionale.
Tra i partecipanti al processo competitivo gestito dall’advisor CC & Soci, inizialmente erano presenti Cerberus, Apollo, Hoist, EOS, Brocc e Silverpoint. Dopo una prima selezione – precisa ancora il Sole – gli aspiranti dovrebbero essersi ridotti a quattro. Il 24 settembre scorso si era chiusa la scadenza per le offerte non vincolanti. Da ora la gara entra nel vivo e la chiusura del deal è attesa, salvo imprevisti sempre possibili, nel periodo compreso tra la fine di novembre e quella di dicembre.
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