La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse nella riunione del 29 ottobre, come previsto dai mercati. La decisione, spiega Teleborsa, arriva dopo il rialzo di 25 punti base deciso a settembre e in una fase caratterizzata dall’aumento dei prezzi dell’energia e da maggiori rischi per le prospettive economiche dell’area euro.
Il Consiglio direttivo ha segnalato che uno shock energetico più intenso e duraturo potrebbe alimentare l’inflazione e frenare la crescita, anche attraverso gli effetti indiretti sui prezzi. Finora, l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno mostrato reazioni significative.
La BCE ha rilevato anche un inasprimento delle condizioni di finanziamento dall’ultima riunione, destinato a incidere sull’andamento dei prezzi e sull’attività economica. I tassi restano al 2,50% sui depositi presso la banca centrale, al 2,65% sulle operazioni di rifinanziamento principali e al 2,90% su quelle marginali.
L’istituto ha confermato un approccio basato sui dati, con decisioni assunte riunione per riunione, senza preannunciare un percorso prestabilito per i tassi. La riunione è stata accompagnata anche dall’annuncio dell’uscita anticipata di Christine Lagarde, che lascerà la presidenza della BCE a febbraio 2027, prima della scadenza naturale del mandato prevista per ottobre dello stesso anno.
Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/


