BlinkS pensa all’estero

La piattaforma del gruppo Prelios divenuta marketplace leader dei crediti deteriorati raccontata da Gabriella Breno, amministratore delegato di Prelios Innovation, fintech del gruppo

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Gabriella Breno, amministratore delegato di Prelios Innovation

BlinkS allarga a nuovi ambiti la propria operatività e prepara lo sbarco all’estero. A due anni dal suo lancio la piattaforma del gruppo Prelios per gli scambi dei crediti deteriorati è “una scommessa vinta. Quando siamo partiti non immaginavamo che saremmo riusciti ad affermare il nostro modello operativo in così breve tempo”. A parlare è Gabriella Breno amministratore delegato di Prelios Innovation, la fintech del gruppo che ha sviluppato BlinkS aggiungendo nel tempo alla piattaforma sempre nuove funzionalità seguendo le indicazioni di un mercato, quello dei crediti deteriorati, effervescente ed in continua evoluzione.

“Alcune nostre caratteristiche – sottolinea con soddisfazione Breno – come la Virtualm data room (VDR) integrata, cioè la consultazione semplificata del corredo documentale, il datatape standard, il contratto di cessione indicato dal venditore fin dalle prime fasi del processo e soprattutto la piena visibilità delle offerte sulla piattaforma sono diventati ormai elementi comuni e condivisi tra tutti gli stakeholder del marketplace”. Lo sforzo d’innovazione e la capacità di ascoltare il mercato hanno consentito a BlinkS di evolvere da unità captive del gruppo Prelios per le proprie transazioni ad un marketplace leader in Italia. “In effetti, BlinkS è nata su un’idea sviluppata da alcuni colleghi e le prime cessioni sono state promosse dal Gruppo Prelios. Ad oggi, oltre 60 banche e i più attivi investitori sul mercato nazionale sono nostri clienti e, da quando abbiamo allargato la nostra operatività anche ad altre asset class (prima fra tutte i crediti commerciali deteriorati), anche diverse multiutility hanno sposato il nostro approccio. Grazie, quindi, al supporto di tutti i nostri Clienti, abbiamo chiuso oltre 50 operazioni di cessione per un GBV complessivo ceduto di circa € 500 mln la maggior parte delle quali da Clienti esterni a Prelios”.

I più recenti studi ipotizzavano nuovi flussi NPE per oltre 100 miliardi, per la maggior parte UTP; l’incremento della inflazione, dei tassi d’interesse e del costo delle materie prime rischiano di far lievitare ulteriormente questa previsione.

Il contesto socioeconomico nel quale ci stiamo muovendo da due anni era per molti aspetti imprevedibile. Il Covid prima e la crisi ucraina ora, con le conseguenze già evidenti su molti settori produttivi, credo ci porteranno a rivedere in aumento le previsioni sui flussi futuri di NPE. Noi abbiamo un punto di osservazione privilegiato: incontriamo banche, multiutility, PMI e tutti ci dicono che la concomitanza d’incremento dell’inflazione, del prezzo dell’energia e delle materie prime nonché il probabile ulteriore aumento dei tassi d’interesse lasciano presagire mesi alquanto complicati. Tra l’altro, il rallentamento delle attività produttive impatterà nel medio periodo anche sulle famiglie consumatrici con un effetto a catena notevole su tutto il sistema economico italiano.

È insomma in arrivo un maggiore flusso di “materia prima” per la vostra piattaforma. Ne sarete soddisfatti.

Tutt’altro. L’interesse, credo, di tutti sia di limitare il più possibile gli impatti della crisi attuale, evitando che si creino nuovamente grandi stock di crediti deteriorati o che i debitori scivolino rapidamente in stato d’insolvenza. Immagino e auspico, quindi, che creditori e i debitori (questi ultimi molto spesso vittime incolpevoli degli eventi) collaborino sempre più e sempre meglio per gestire proattivamente le crisi aziendali. Per quanto ci consta, molti investitori di private equity si stanno affiancando a debitori e investitori distressed per sottoporre ai creditori soluzioni, anche di finanza strutturata, che consentano di fornire anche nuova liquidità alle aziende per ristrutturarle e, ove possibile, consentire loro di riorganizzare processi, posizionamento di mercato, management ecc. Solo con la collaborazione di tutti, a mio avviso, si possono ottenere risultati concreti e soddisfacenti. Da parte nostra, stiamo supportando il sistema offrendo a banche, multiutility e investitori la piattaforma, un network d’investitori e di stakeholder unico in Italia, i nostri partner che offrono servizi ancillari alle cessioni, nonché allargando il nostro campo di azione dai crediti deteriorati, all’alternative lending e ad altre forme di supporto all’economia reale.

Nel giro di pochi mesi, la piattaforma ha allargato la sua attività anche ai crediti commerciali e all’invoice trading; alla luce dei recenti sviluppi del mercato (primo fra tutti l’incremento del costo dell’energia) siete stati lungimiranti?

In effetti la decisione di allargare la nostra operatività ad altre tipologie di credito è stata una scelta corretta che ha tracciato una rotta anche per i nostri concorrenti. A dire il vero, il mercato offre già soluzioni per i crediti deteriorati commerciali o per l’invoice trading.

 “La novità del nostro approccio è quella di essere un “one-stop-shop” avente come obiettivo quello di soddisfare diverse esigenze relative al mondo dei crediti e degli immobili”

Il contesto attuale, in realtà, ci sta mostrando che le esigenze delle aziende si rivolgono anche verso fonti alternative di liquidità, di smobilizzare i propri crediti deteriorati o performanti, in generale di avere a disposizione un’ampia palette di soluzioni da impiegare rapidamente. Da qui, quindi, l’idea di aprire BlinkS Commercial Credit, BlinkS Invoice Trading e BlinkS Real estate, con i quali speriamo di dare un sempre maggiore contributo ai nostri clienti.

La crisi accomuna le problematiche dei crediti NPE non solo all’Italia, la Grecia e la Spagna ma anche ad altri mercati come quello francese o tedesco che venivano considerati al riparo da questi rischi. L’esperienza di BlinkS può risultare utile anche all’estero. State pensando di lanciare la piattaforma anche in altri paesi?

Mai come negli ultimi mesi, il tema dei crediti deteriorati è all’attenzione, per esempio, della comunità finanziaria tedesca; si teme infatti che la crisi delle imprese possa coinvolgere nel medio periodo anche le banche innescando una spirale che noi in Italia abbiamo conosciuto e anche risolto grazie a strumenti innovativi come le GACS e le grandi cessioni di NPE. Ebbene, le esperienze e le soluzioni messe a punto nel nostro paese sono sicuramente un esempio virtuoso in Europa e, conseguentemente, vi è molta attenzione anche per il nostro modello operativo. Stiamo, quindi, discutendo con diversi operatori in altre nazioni per valutare l’adozione di BlinkS anche in altri paesi.

Le autorità europee mostrano una particolare attenzione al mondo degli NPE: direttiva sui servicer, consultazione sul mercato secondario, revisione dei data tape EBA sugli NPL; come vedete tale attivismo e quale impatto potrebbe avere sul settore?

L’adozione di uno standard comune per la cessione degli NPL a livello europeo permetterebbe sicuramente la comparazione tra i diversi Stati membri e con ciò la tanto auspicata riduzione delle asimmetrie informative tra Buyer e Seller, ad oggi tra le principali barriere per lo sviluppo di mercati secondari europei efficienti. La possibilità di avere informazioni standardizzate in termini di template utilizzati e l’utilizzo di campi le cui caratteristiche e definizioni siano uniformate secondo la previsione dell’EBA faciliterebbe la vendita degli NPL e ridurrebbe le barriere all’ingresso per i piccoli Istituti nonché investitori interessati a portare a termine le transazioni. Infine, l’utilizzo estensivo dei data template per gli NPL faciliterebbe l’operatività delle piattaforme elettroniche e transazionali già esistenti ed emergenti, offrendo un solido data base per la costituzione di un NPL data hub a livello europeo.

Prelios Innovation oltre a BlinkS ha lanciato anche Educadebito: può descriverci l’iniziativa, a chi è rivolta e le finalità che vi siete prefissati?

L’Italia è al secondo posto in Europa per stock di NPE e le conseguenze della pandemia e il difficile contesto macroeconomico porteranno a un loro ulteriore incremento. Oltre a ciò, l’Italia si colloca agli ultimi posti delle classifiche per educazione finanziaria: il 20% degli italiani dichiara di non avere familiarità con alcuno strumento finanziario.

Il Gruppo Prelios insieme ai suoi partner vuole contribuire allo sviluppo di un approccio consapevole all’educazione finanziaria, grazie alla creazione di una piattaforma dedicata ai soggetti che si trovano ad affrontare una situazione di difficoltà creditizia. L’obiettivo è quello di trasmettere contenuti utili attraverso l’indirizzamento specifico rispetto alla tipologia di lettore, soluzioni spiegate con un linguaggio semplice e intuitivo, un glossario specifico sul mondo del credito e, infine, link a possibili fornitori delle soluzioni presentate.