Portafogli NPL: valore alle stelle con la riforma del processo civile

Uno studio Cerved mostra che un portafoglio di 100 euro di crediti bloccati in società fallite potrebbe valere 30 euro nei tribunali più efficienti e solo 3,2 euro in quelli più lenti

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Il sistema Giustizia, nonostante i lodevoli sforzi e le attività intraprese dal Ministero, è tuttora caratterizzato da una prevalente gestione manuale dei processi e da una generale opacità informativa. L’emergenza sanitaria, senza precedenti, ha messo a nudo tutti i limiti e le criticità dell’attuale struttura da un punto di vista tecnologico, organizzativo e culturale. Per rispettare i parametri imposti dalla normativa Europea e dai vincoli di bilancio, la Giustizia italiana deve riuscire a efficientare le procedure legali riducendo il tempo di durata e il costo delle stesse attraverso una visione strategica chiara ed un processo di profonda trasformazione.

È anche in quest’ottica che, il 9 dicembre 2021, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 26 novembre 2021, n. 206, recante la delega al Governo per l’efficienza del processo civile. Con tale legge, viene attribuito al Governo il compito di adottare, entro un anno, uno o più decreti legislativi recanti il riassetto formale e sostanziale del processo civile. Sia il settore dei fallimenti che quello delle esecuzioni immobiliari sono stati caratterizzati da profonde trasformazioni, finalizzate a rendere le procedure sempre più efficienti, veloci e trasparenti anche in un’ottica europea. Il sistema bancario, a partire dalla Banca d’Italia e dall’ABI, ha svolto un ruolo di stimolo in questo processo e anche le autorità internazionali hanno partecipato al confronto tecnico che ha portato agli ultimi interventi legislativi.

Il mercato degli NPLs è destinato a crescere anche nei prossimi anni (nel 2022-2024 nuovi flussi di deteriorato per 82 miliardi di euro, con un incremento di 10 miliardi di euro rispetto alle previsioni formulate nel febbraio di quest’anno da Banca Ifis – “market watch NPL” settembre 2022), in considerazione della crisi economia e sociale che sta attraversando il Paese. In questa prospettiva è più che mai necessario avere un sistema giudiziario efficace che sappia rispondere alle nuove esigenze del mercato in maniera tempestiva e attuale.

L’ambizione deve essere quella di creare un sistema giustizia di eccellenza che possa diventare una leva competitiva per supportare la rinascita e lo sviluppo del nostro paese.

Alcuni punti chiave del processo di cambiamento:

█ revisione del quadro normativo e procedurale;

█ azzeramento arretrato attraverso la specializzazione e la segmentazione delle attività supportata da una task force operativa;

█ digitalizzazione e innovazione:

– semplificazione delle procedure e riduzione della manualità attraverso la creazione di workflow automatizzati e digitalizzazione dei documenti processuali, atti e notifiche;

– utilizzo dei dati: big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione in banche dati;

– analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore; lo sviluppo di algoritmi previsionali, sistemi di monitoraggio e set d’indicatori chiave (KPI) che possano supportare in modo rapido e veloce i processi decisionali;

– garanzia relativa alla sicurezza informatica;

█ centralità delle persone e interazione tra uomo e macchina: gli operatori di tutto il processo della Giustizia sono attori principali, professionisti e risorse insostituibili. È necessaria una formazione continua, soprattutto in ottica digitale, per specializzare e valorizzare le loro conoscenze in un lavoro di squadra; workforce planning, obiettivi specifici e misurabili connessi a sistemi d’incentivazione;

█ uniformità e certezza delle decisioni di fattispecie simili;

Dati e analytics: quanto vale per un investitore un portafoglio di crediti bloccati in imprese in fallimento o in esecuzione immobiliare

I dati e le analisi di mercato sia a livello locale sia europeo, fanno emergere un legame diretto tra la debolezza del framework legale, l’eccessiva durata dei processi e la percentuale di recupero del credito, con impatti significativi sul suo valore e ricadute sull’intero sistema economico e finanziario. Secondo un recente report di Cerved (“La durata dei fallimenti e gli impatti sul mercato degli NPL”, Cerved – 2022), assumendo la prospettiva di un investitore – nell’ipotesi di un tasso di sconto pari al 15% e Return Rate fissi – un portafoglio di euro 100 di crediti bloccati in società fallite potrebbe valere euro 19,8 nei tribunali più efficienti e solo euro 8 in quelli più lenti; è plausibile che i tassi di recupero non siano uniformi, ma inversamente correlati alla durata delle procedure concorsuali: la quota di crediti recuperati in aziende fallite è generalmente più alta se la crisi è più recente. Se si adottano tassi di recupero che tengono conto della durata media delle procedure, la variabilità dei risultati aumenta ulteriormente. In questo caso, nei tribunali più efficienti il valore di euro 100 di sofferenze arriverebbe a circa euro 30; nei tribunali più lenti, si ridurrebbe fino a euro 3,2. Lo stesso esercizio di stima può essere ripetuto per le esecuzioni immobiliari; un portafoglio di euro 100 di crediti bloccati in esecuzioni immobiliari potrebbe valere fino a euro 40 a Trieste, il tribunale più rapido, ma solo euro 13 a Fermo, il più lento. Assumendo tassi di recupero correlati con la durata della procedura, il divario cresce ulteriormente, con un valore di realizzo su euro 100 di portafoglio di euro 53,5 per Trieste e un valore di circa euro 13 per Fermo.

In tale contesto il ruolo del servicer legale diventa fondamentale per valorizzare il recupero non solo nel breve ma soprattutto nel medio lungo termine, creando valore sostenibile nel tempo. Specializzazione e segmentazione delle attività sono elementi fondamentali. Gli elementi differenzianti per la scelta del partner di recupero sono le performance, le competenze tecnico professionali delle persone, la governance e i sistemi di monitoraggio puntuali, la piattaforma informatica e la capacità d’investimento, la disponibilità di algoritmi decisionali e di valutazione.

Sia nel mercato primario sia in quello secondario, assumono crescente importanza le curve di recupero in ambito giudiziale, specializzate nelle diverse tipologie di prodotto, accurate e complete delle diverse serie storiche da cui creare algoritmi non solo di valutazione ma anche di gestione con workflow decisionali utili per guidare la migliore strategia di gestione e recupero.

What’s now: la Giustizia predittiva

Il Sistema Giustizia detiene un ingente patrimonio di potenziale conoscenza sui procedimenti, costituito oltre che dalle basi di dati, dai documenti testuali versati dalle parti e prodotti dall‘Autorità giudiziaria.

Questo patrimonio è in buona parte dematerializzato ma, allo stato dell’uso delle tecnologie digitali, sfruttato solo in minima parte; le potenzialità insite nello sfruttamento della conoscenza espressa dai documenti e testi per migliorare l’efficienza, qualità ed efficacia dei servizi forniti alla comunità sono smisurate. Mediante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e machine learning, gli algoritmi di giustizia predittiva sulla base della ricerca avviata da un avvocato, un giudice ma anche un semplice cittadino, possono mostrare in tempo reale l’orientamento prevalente del Tribunale sulla materia indagata fornendo così un’indicazione sulle reali possibilità che quella causa ha di essere accolta. Il risultato? Meno contenziosi, giustizia più snella e riduzione dei costi. Il processo deve avvenire nel pieno rispetto dei principi forniti dalla carta etica adottata dalla CEPEJ. Un elemento fondamentale per garantire la piena applicazione della Giustizia predittiva è la sicurezza informatica. L’aumento esponenziale dei rischi legati ad attacchi informatici, infatti, comporta la necessità di rivedere e aggiornare i processi di cyber risk management, per assicurare una costante ed efficace protezione degli assetti informatici non solo delle aziende private ma anche e soprattutto della Pubblica Amministrazione e degli enti statali. Le policy per la gestione dei dati devono assicurare la classificazione, la trattazione, l’archiviazione e la disposizione degli stessi, in accordo con le best practices, i regolamenti e le leggi interne, europee e di settore (GDPR, HIPAA, PCI DSS).