Ad agosto sono accelerati i prestiti bancari al settore privato, cresciuti del 3,7% sui dodici mesi (3,5% nel mese precedente). Lo attesta la consueta rilevazione di Banca d’Italia («Banche e moneta: serie nazionali»), da cui risulta che l’incremento, pari al 2,9% per le famiglie (2,6% nel mese precedente), è stato maggiore per le società non finanziarie, pari al 4,2% (4,1% a luglio).

Allo stesso tempo, la crescita generale dei rendimenti e dei tassi di interesse ha spinto al rialzo anche quelli sui nuovi mutui. Dalle tabelle della Banca d’Italia riferite ad agosto emerge come il tasso sui nuovi mutui per la casa stipulati dalle famiglie abbia sfiorato il 4%, portandosi ai massimi da agosto 2024.
Il tasso annuo effettivo globale (Taeg), che comprende le spese di istruttoria, le assicurazioni e gli oneri fiscali, si è collocato al 3,99%, dal 3,81% del mese precedente. Ad agosto di due anni fa il tasso era arrivato al 4,09%.
Va ricordato che nel nostro Paese la stragrande maggioranza dei mutui è stipulata a tasso fisso e, quindi, i rialzi decisi dalla BCE per fare fronte all’inflazione non hanno effetto sul costo del debito delle famiglie, ma incidono sui nuovi finanziamenti.
Come di consueto, la pubblicazione di via Nazionale ha aggiornato anche l’ammontare delle cartolarizzazioni in essere sui prestiti bancari che, ad agosto 2026, risultavano pari a 271 miliardi di euro (29 miliardi in meno rispetto a fine dicembre 2025). Di questo ammontare, 159 miliardi erano relativi a sofferenze, rispetto ai 163 miliardi di fine 2025.
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