Credito: sono tornati a crescere i finanziamenti alle imprese, dice Panetta

Il governatore di Bankitalia al congresso Assiom-Forex chiede alle banche di non essere eccessivamente caute nell’accordare il credito. Il commercio mondiale è cresciuto nonostante i dazi di Trump, anche grazie all’AI

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Fabio-Panetta
Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia (Photo by Banca d'Italia)

Dopo due anni di contrazione, i finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere, sostenuti dal maggiore fabbisogno legato agli investimenti. È l’indicazione giunta dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenuto a Venezia al 32° Congresso Assiom-Forex. Il vento, comunque non impetuoso, del credito non soffia nella stessa direzione per tutte le aziende. «La ripresa – ha spiegato Panetta – riguarda le aziende più solide, indipendentemente dalla dimensione; quelle con merito creditizio più basso continuano invece a registrare una riduzione dei prestiti».

Questa evoluzione riflette, secondo Panetta, «sia il progressivo affinamento delle tecniche di selezione della clientela bancaria, sia la maggiore attenzione al rischio in un contesto ancora incerto». La capacità di selezionare i debitori è un elemento positivo, però «non deve tradursi in eccessiva cautela, che potrebbe penalizzare iniziative imprenditoriali con prospettive valide». Del resto «la redditività bancaria resta elevata, nonostante la riduzione del margine di interesse, grazie ai ricavi da commissioni e al basso livello delle rettifiche su crediti».

Il contesto in cui le banche operano si presta, del resto, a considerazioni più positive rispetto a quelle che avevano accompagnato l’avvio irruento del nuovo mandato di Donald Trump alla guida dell’amministrazione Usa. «Nonostante l’introduzione dei dazi – ha sottolineato Panetta – nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4 per cento, un ritmo superiore a quello del PIL mondiale e doppio rispetto alle attese. Vi hanno contribuito l’applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l’assenza di ritorsioni generalizzate, che hanno attenuato gli effetti sulla domanda globale».

Il fattore che sta cambiando le aspettative è riconducibile all’intelligenza artificiale, cui si deve «oltre la metà dell’espansione». Sta emergendo – è l’interpretazione del Governatore – «un nuovo ciclo tecnologico trainato dall’intelligenza artificiale, che alimenta l’innovazione, stimola gli investimenti e sostiene gli scambi. È ancora presto – ha proseguito – per valutarne appieno la portata. Emergono tuttavia indicazioni coerenti con una trasformazione destinata a incidere profondamente sulle prospettive di crescita. È ragionevole attendersi che l’intelligenza artificiale dia impulso alla produttività. Permangono tuttavia incertezze rilevanti sull’intensità del suo impatto e sulla sua distribuzione tra paesi, settori e lavoratori. Restano interrogativi sulle ricadute occupazionali, sull’evoluzione delle disuguaglianze e sulla concentrazione del potere economico».

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